Terzo appuntamento della XVI Rassegna “Serate d’Autore” sabato 13 luglio alle ore 21:30 nel Giardino Sala Marexiano (in caso di maltempo nell’attigua sala) con il giornalista, saggista e già direttore del TG4 Mario Giordano, che presenterà il libro “L’Italia non è più italiana” (Mondadori Editore). Presenterà e medierà l’incontro Graziella Frasca Gallo, presente nella rassegna fin dalla prima edizione.
Il conduttore della fortunata trasmissione di Rete 4 “Fuori dal coro” nel libro denuncia come “nuovi predoni” stiano “rubando il nostro Paese” e lo fa da giornalista d’inchiesta attraverso i dati raccolti girando l’Italia. Si scopre così che ogni 48 ore una nostra azienda passa in mani straniere, le mafie estere colpiscono 6 volte al giorno, 250 cibi italiani sono a rischio, va all’estero 1 italiano ogni 5 minuti. Alcuni casi finiscono sui giornali e fanno discutere ma la maggior parte scivola via nel silenzio. Così nel silenzio non abbiamo soltanto perso tutto il made in Italy, i grandi marchi della moda, le aziende alimentari, i settori strategici (dalla chimica alla siderurgia), i servizi e le banche: abbiamo perso il meglio delle nostre piccole aziende, quei gioielli di creatività spesso nati nei sottoscala di provincia e diventati leader mondiali nel loro settore. Erano i nostri veri tesori. Ora non sono più nostri.
I nuovi proprietari stranieri non sono quasi mai dei padroni, piuttosto dei predoni. Prendi il marchio e scappa. Prendi i contratti e scappa. Il risultato? L’Italia non è più italiana. È ciò che Mario Giordano ci svela nel suo esplosivo libro inchiesta: ha girato la Penisola strada per strada, ha visitato borghi e paesi, è entrato nelle fabbriche e ha scoperto che i predoni stranieri non hanno conquistato solo la nostra economia: hanno conquistato l’intero nostro Paese.
Dal castello piemontese del 1200 comprato dalla setta americana della felicità al palazzo della Zecca gestito dai cinesi, dall’isola di Venezia in mano ai turchi ai vigneti della Toscana acquistati dalla multinazionale belga delle piattaforme petrolifere, passando per supermercati, botteghe storiche, alberghi di lusso, case, piazze, ospedali: l’Italia non è più italiana. Persino la mafia vincente, ormai, è straniera. Da Cosa Nostra a Cosa Loro: le cosche nigeriane, sconfitta la camorra dei casalesi a Castel Volturno, si sono estese da Torino alla Sicilia, dove potrebbero scatenare una nuova guerra per il controllo del territorio.
Intanto si afferma la Cupola cinese. Ormai non siamo nemmeno più padrini a casa nostra. Dilaga la cucina etnica, ma ci sono 250 cibi italiani a rischio (e nessuno li difende). Dilagano i termini inglesi, ma la nostra lingua rischia di scomparire (e i parlamentari sono i primi a dare alle leggi nomi stranieri). Persino gli insetti alieni minacciano il nostro Paese, come denuncia un rapporto allarmato dell’Ispra (anch’esso assai poco considerato). Soprattutto si stanno estinguendo gli italiani: sempre meno nascite, sempre più fughe all’estero. Una ogni 5 minuti.
Secondo l’opinione corrente l’apertura internazionale e gli scambi sono un bene a prescindere. Ma è sempre vero? Le decisioni strategiche sul nostro futuro, oggi, vengono prese in asettici uffici del North Carolina o di Shanghai, da persone che non hanno mai visto un’officina, che non hanno alcuna relazione con la nostra terra e la nostra storia. E questo è un pericolo per il nostro Paese, come hanno denunciato anche i servizi segreti, nella loro relazione al Parlamento italiano. Un grido di dolore rimasto, incredibilmente, inascoltato. E che tutti invece dovrebbero ascoltare per evitare di risvegliarci presto in un’Italia che non c’è più.
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