
[thumb:4319:l]Provincia. Da oggi il Santa Corona confluisce nella Asl 2 Savonese. Il nuovo assetto ospedaliero savonese, dopo la bufera delle contestazioni per la perdita di status d’azienda da parte del nosocomio pietrese, vede la nascita di un’unica azienda sanitaria provinciale. Alla direzione generale è riconfermato Flavio Neirotti, già direttore generale della Asl 2 dal novembre 2007 e dell’azienda ospedaliera Santa Corona. Per lui un incarico triennale, anziché una proroga del contratto che gli avrebbe consentito di mantenere il timone sino alla scadenza del mandato dell’attuale giunta regionale. Un lasso di tempo che permette di programmare numerosi obiettivi.
Ad affiancare il direttore generale ci saranno due donne. La dottoressa Claudia Agosti alla direzione sanitaria, che di fatto mantiene il suo incarico estendendolo anche al Santa Corona, e la dottoressa Graziella Baldinotti, attuale direttore amministrativo del Santa Corona, che prende il posto di Alfonso Di Donato, tagliato fuori dall’inchiesta giudiziaria della procura genovese sugli appalti mense.
“Due donne con ruoli di responsabilità – commenta Flavio Neirotti – presteranno la loro sicura professionalità. Le donne hanno sempre maggiore incidenza nel mondo del lavoro. Se ne parla molto, ma la componente femminile spesso è assente; a Savona invece intendiamo valorizzarla”. “Un incarico triennale – prosegue alludendo alla propria nomina – mi consentirà di pianificare un buon numero di obiettivi. L’ospedale di Albenga, che apriremo ad ottobre, è una meta ormai raggiunta. Ora con il direttore amministrativo ci occuperemo della programmazione. Per Pietra Ligure non cambierà nulla, salvo il fatto che il direttore generale avrà la sede a Savona. Ma ogni giorno passerò anche da Pietra. Certo, ci sono i cambiamenti in ambito organizzativo, ma per l’utenza tutto rimarrà intatto”.[image:8011:r:s=1]
Nell’ottica della riorganizzazione sanitaria regionale, l’accorpamento delle due realtà sanitarie è stata pensata con l’obiettivo di raggiungere diversi benefici. Innanzitutto, un servizio migliore e più qualificato, capace di rispondere in maniera più efficace ai bisogni di salute dei cittadini. La presenza di una grande rete di strutture sia territoriali che ospedaliere darà modo di integrare in maniera più efficace ed efficiente i processi di cura ed assistenza. Il nuovo assetto aziendale offrendo nuove occasioni di crescita professionale e favorendo gli scambi di conoscenze tra professionisti appartenenti a Unità Operative diverse, farà da traino per nuovi investimenti in innovazione e sviluppo. Sono previsti investimenti per 643 milioni di euro, un totale di 4600 dipendenti, 243 medici di medicina generale e 26 pediatria convenzionati.
“Metterò il massimo impegno per poter corrispondere alle aspettative – dichiara Claudia Agosti – La professionalità del Santa Corona è nota e viene a confluire in un un’unica Asl. Per questo ci saranno aspetti territoriali nuovi; per noi si tratterà di far lavorare insieme i professioniti. Intendiamo sviluppare una comunicazione migliore con i cittadini, che possano avere anche migliori percorsi terapeutici”. “Qualche maligno – aggiunge – dice che le donne fanno carriera là dove una professione interessa più agli uomini. Ma io penso che invece, almeno nel settore che mi riguarda, siano più brave le donne. Di fatto credo nell’impegno e nel premio ai riconoscimenti”. [image:8010:r:s=1]
Graziella Baldinotti osserva: “La sfida è sulla parte amministrativa e organizzativa. Bisogna creare una regia che faccia lavorare la parte sanitaria in modo fluente. Gli ingranaggi devono funzionare come se il lato gestionale non ci fosse. Ci impegneremo per costruire un modello che incoraggi l’integrazione sia delle sinergie che dei processi di cura”.
Tra le finalità che hanno ispirato il processo di fusione tra Asl 2 Savonese ed Azienda Ospedaliera Santa Corona di Pietra Ligure: un nuovo rapporto con gli enti locali, in qualità di organismi istituzionali di indirizzo e controllo; nuove modalità di interazione e collaborazione con i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta nella definizione delle politiche di offerta ed organizzazione dei servizi; maggiore partecipazione dei cittadini soprattutto per quanto concerne la ricerca della qualità percepita, l’abbattimento dei rischi clinici individuali e collettivi, la trasparenza, la valutazione dei servizi. A breve saranno nominati di direttori delle varie ripartizioni interne dell’Asl. Più avanti sarà pronto il coordinamento dei dipartimenti sanitari e dei relativi direttori. Tra gli effetti immediati della fusione, l’unificazione del Cupa.
La creazione di un’unica Asl provinciale, sottolinea il direttore generale Neirotti, mira alla realizzazione di un’azienda “in grado di mantenere i LEA (livelli Essenziali di Assistenza) e tutelare le popolazioni più fragili, qualificando i servizi e lavorando sull’integrazione dei percorsi di cura; capace di innovazione e sviluppo, ricercando la massima appropriatezza delle cure, investendo in innovazione tecnologica e sul personale; capace di raggiungere il pareggio di bilancio, intervenendo sui fattori produttivi a supporto della produzione di servizi sanitari, recuperando efficienza organizzativa e gestionali, ripensando costi e tariffe e stipulando nuovi accordi e contratti di fornitura”.