
Uno splendido frutto e delle belle sorprese. Questo ho pensato degustando dei tortelli, o pansoti che dir si voglia, con un ripieno di albicocche e gorgonzola, un po’ di pane grattuggiato per l’amalgama e conditi con burro e timo: il frutto e il formaggio si scioglievano in bocca con un gioco di dolce/sapido delizia dei sensi. Ma visto che assaggiare un primo caldo sotto i 30 gradi di luglio chiama una bevanda fresca, con molto piacere ho scoperto il nuovo drink creato dal barman Paolo Perozzi del Mio Bar di Quiliano: il “churraschito”, nome esotico, forse a ricordo del lungo girovagare del suo compositore, ma con l’ingrediente principale molto nostrano. Infatti tutte e due la composizioni contenevano la famosa albicocca Valleggia.
Nella sua versione analcolica, ha come base l’albicocca; un po’ di menta e lime per il contrasto con il dolce dell’albicocca, un po’ di zucchero di canna e di apricot brandy e una soluzione analcolica a base di zenzero rendono questo cocktail fresco e dissetante e… molto buono, anche molto Slow Food visto l’utilizzo di un prodotto assolutamente tipico e stagionale.
Per l’albicocca Valleggia quest’anno non è stato ricchissimo dal punto di vista dei quantitativi prodotti, ma la qualità è ottima: il caratteristico gusto della polpa e le sue qualità organolettiche in questa stagione sono eccezionali.
Non è di molto tempo fa il mio articolo sulla manifestazione della Granaccia e degli altri vini liguri, dove avevo palesato i miei dubbi circa il valore di fare una promozione di livello con prodotti in troppi casi scadenti, Le iniziative legate all’albicocca Valleggia vanno in una direzione di maggior qualità e tipicità reale: giuste strade da percorrere per un marketing territoriale (e quindi, mai come in Liguria, turistico) che promuova correttamente e con successo i nostri territori.
E’ questo che i turisti vanno sempre più ricercando: le vere tradizioni… magari semplici come può esserlo una albicocca, ma gustose e uniche nelle loro peculiarità.
Il Comune in questo caso ha promosso una serie di attività di promozione, spetta ora ai singoli produttori continuare a credere nel valore (anche economico) delle nostre produzioni locali, aumentando le coltivazioni, continuando ad organizzarsi anche per far conoscere il nostro prodotto al di fuori dei confini provinciali e continuare a mantenere viva una tradizione e quindi le nostre radici.
Dal 4 al 6 luglio vi saranno molte manifestazioni con filo conduttore l’albicocca, ma anche con esposizioni di antichi mestieri, spazio bambini e musica, un’occasione per assaggiare il churraschito, i tortelli alle albicocche e i dolci della pasticceria San Pietro fra i quali spicca la cassatta e lo strudel con le albicocche, la torta sacher e la focaccia ripiena… indovinate di che cosa?!?
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