
Cairo M. Camionisti che, grazie all’aiuto di un dipendente compiacente, riuscivano a rubare carichi di carbone all’Italiana Coke di Cairo. E’ questa l’accusa mossa a tre persone che sono così finite a giudizio in tribunale a Savona per furto aggravato. Si tratta di due soci di una ditta di autotrasporti, Marco e Zaverio Ghisalberti, rispettivamente di 37 e di 60 anni, e di Francesco Gresti, 61 anni, un dipendente della Italiana Coke, ora in pensione, ma che all’epoca dei fatti lavorava come addetto alla pesatura dei camion e al rilascio dei bindelli nella cokeria valbormidese.
Secondo l’accusa i tre si erano accordati per alterare la pesatura dei carichi in uscita dall’Italiana Coke e poter così sottrarre diversi quantitativi di carbone dall’azienda. Il sistema sarebbe stato semplice: l’autista del tir andava a ritirare il carico per conto di una ditta (la “Antonio Ghisalberti Trasporti e Spedizioni snc” che aveva un regolare contratto con la cokeria cairese), il carbone veniva consegnato, pesato e l’addetto emetteva la relativa documentazione, ma poi, prima che il camion partisse per la consegna, un ulteriore quantitativo di merce veniva caricato senza però essere regolarmente registrato. Il carbone sottratto illecitamente sarebbe poi stato venduto irregolarmente ad altre aziende.
Questa mattina in aula è stato sentito il dipendente dell’Italiana Coke (assistito dall’avvocato Amedeo Caratti, oggi sostituito dall’avvocato Maurizio Dogliotti) che ha respinto le accuse. “Ho la coscienza a posto. Conosco i Ghisalberti, li vedevo molto spesso perché lavoravano quasi quotidianamente all’Italiana Coke, ma non c’è mai stato nulla aldilà di un normale rapporto di lavoro”. Sulla possibilità di riuscire in qualche modo a raggirare il sistema di pesatura dell’azienda l’ex dipendente ha spiegato: “Certamente non era una cosa impossibile: gli autisti si muovono liberamente all’interno dell’azienda e, una volta pesato il camion ed emessa la regolare bolla, nessuno gli impedisce di poter tornare nella zona di carico e prelevare altro carbone per poi uscire. Il mio ruolo però prevedeva che io mi occupassi solo della fase di pesatura dei camion”.
Dopo la deposizione dell’imputato, che anche dopo essere stato indagato ha continuato a lavorare nello stesso ufficio fino al pensionamento, il processo è stato rinviato al prossimo 24 ottobre per la discussione. Salvo sorprese al termine di quell’udienza dovrebbe arrivare anche la sentenza.