Commento

Striscione Cooperarci, Loschi (Cub) risponde al presidente CdA: “Se vuole mi denunci ma spieghi bene quale sarebbe la diffamazione”

"Se la legge le darà ragione le chiederò pubblicamente scusa, al contrario, mi aspetto che Lei si scusi con i soci per aver tentato di impedire loro di esercitare i loro diritti fondamentali"

No green pass day, presidio in piazza Saffi

Savona. “Il tono perentorio ed imperativo con il quale ci ha intimato di non utilizzare più il nome di Cooperarci nei nostri manifesti, scrivendoci testualmente in una pec: ‘Con la presente inoltre la diffidiamo di utilizzare, nell’ambito delle manifestazioni da Lei organizzate come quella di oggi , manifesti che riportino il nome Cooperarci e di comunicarlo formalmente ai suoi associati’ non solo non ci spaventa ma dimostra solamente un dispotismo che a nostro giudizio mal si collega con il ruolo che ricopre”.

A dirlo è Maurizio Loschi di Cub Sanità di Savona, in risposta alle dichiarazioni di Cooperarci con le quali sono state prese le distanze dai lavoratori che ieri si sono riuniti in piazza Saffi per dire “No” al green pass.

“La cooperativa che presiede non è Sua ma di tutti i soci, i quali hanno il diritto di richiamare pubblicamente la loro collocazione lavorativa in ogni momento, individualmente o in gruppo, senza per questo diffamare nessuno e senza doverLe chiedere alcuna autorizzazione – afferma Loschi nei confronti del presidente del CdA -. Non solo quindi i Vostri soci (ma anche tutti i lavoratori) possono scrivere a quale azienda appartengono su striscioni e manifesti e così firmarsi, ma anche esprimere opinioni, pareri e finanche critiche senza che Lei possa impedirglielo, almeno fino a quando la Costituzione, la Legge 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori) ed il diritto di attività sindacale e di opinione saranno in vigore”.

“Lo striscione di ieri recitava: ‘Lavoratori Cooperarci contro le sospensioni’. Ha forse letto ‘Tutti i lavoratori Cooperarci contro le sospensioni’? Oppure ‘Cooperarci contro le sospensioni’? – riprende Loschi -. Forse un attimo di riflessione in più le avrebbe consentito di rendersi conto che nessuno ha diffamato nessuno, che nessuno si è appropriato in modo scorretto del nome della Cooperativa e che non v’è spazio alcuno per denunce di sorta. Semplicemente alcuni lavoratori aderenti a Cooperarci, presenti in piazza, hanno pubblicamente manifestato la loro opinione politica e sindacale e lo hanno fatto caratterizzandosi come appartenenti a questa cooperativa”.

“Per inciso – aggiunge -, ha mai visto da vicino una qualunque manifestazione sindacale? Ha mai notato che i lavoratori di ogni azienda si contraddistinguono in tal modo, indicando cioè sugli striscioni che sollevano il nome dell’azienda cui appartengono (e che mai un’azienda si è permessa di impedirglielo)? O, forse, ciò che le ha dato più fastidio è stato il riferimento alle sospensioni? Sì, perché anche Cooperarci ha adottato il sistema delle sospensioni invece che attendere indicazioni più precise dal Governo e utilizzare nel frattempo il meno oneroso (per i lavoratori) Green Pass, procurandosi però dati riservati sulle condizioni di salute dei propri dipendenti ed applicando in modo restrittivo la normativa (lo riconosciamo, estremamente confusa e contraddittoria) in vigore in tema di obbligo vaccinale”.

“Voi sostenete di essere nella più assoluta legittimità. Noi non ne siamo così convinti. Mi assumo comunque la responsabilità dello striscione appeso ieri in piazza, e la invito a denunciarmi, se lo ritiene, argomentando in modo preciso in cosa consisterebbe la diffamazione richiamata – conclude Maurizio Loschi -. Se la legge le darà ragione le chiederò pubblicamente scusa e pagherò per il mio errore mentre, al contrario, mi aspetto che Lei si scusi con i soci per aver tentato di impedire loro di esercitare i loro diritti fondamentali”.

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