L’iperacidità di stomaco è provocata da una eccessiva produzione di acido cloridrico da parte delle ghiandole gastriche, non correttamente contrastata dall’azione fisiologica del muco gastrico. Si tratta un disturbo diffuso, che non deve preoccupare: contro le principali cause dell’acidità di stomaco, i rimedi sono a portata di mano. Scopriamo insieme di più.
Quali sono le cause di iperacidità gastrica?
L’iperacidità allo stomaco arriva quando meno ce l’aspettiamo. Può iniziare ad insorgere un intenso bruciore allo sterno (e retrosternale, cioè dietro allo sterno stesso) che risale fino in gola. Può comparire la sensazione di avere un peso sullo stomaco. Si avverte un dolore acuto nella parte alta dell’addome, accompagnato da una sensazione di gonfiore che non si riesce a ricondurre a una causa precisa. Questa condizione, benché piuttosto sgradevole, non deve spaventarci, poiché possiamo gestirla. Vediamo le cause e i fattori predisponenti:
- Può avere un ruolo lo stress, spesso connesso a uno stile di vita frenetico. Ricordiamo che il nostro apparato gastro- enterico è il primo bersaglio di ansia e tensioni che andiamo accumulando quotidianamente, ed ecco che il nostro organismo reagisce somatizzando.
- Infiammazioni della mucosa gastrica riconducibili a infezioni virali o batteriche, come ad esempio l’Helicobacter Pylori, responsabile di alcune patologie gastro intestinali. Questo batterio è presente in alcune forme di gastrite e nelle ulcere, e può proliferare nella mucosa gastrica, alterandola, e distruggendo il suo rivestimento protettivo. In questa condizione, la mucosa gastrica ed esofagea sono esposte all’azione corrosiva dei succhi gastrici.
- Anche l’utilizzo eccessivo di medicinali, come alcuni antinfiammatori, può essere correlato all’iperacidità. Infatti, questi farmaci possono inibire la sintesi di alcune molecole protettive della mucosa gastrica. In queste condizioni la mucosa, senza più le sue difese naturali, è soggetta all’azione dei succhi gastrici.
L’iperacidità può essere causata anche da altre patologie come il reflusso, la gastrite e l’ulcera peptica. Spesso l’iperacidità gastrica è intercorrente ad altri disturbi a livello gastrico, come ad esempio cattiva digestione, pesantezza di stomaco e gonfiore.
Alimentazione adeguata: quali cibi scegliere in caso di acidità?
La scelta dei cibi è molto importante per non aggravare il disturbo e prevenirne la comparsa. Ecco cosa scegliere:
- Frutta matura e verdura di stagione, seguendo la stagionalità per promuovere un equilibrato apporto di nutrienti importanti quali vitamine, sali minerali, fibre e antiossidanti. Tra le verdure, scegliamo patate, carote, zucchine, perché sono ben tollerate dallo stomaco; anche i finocchi sono indicati, per via della loro azione carminativa, cioè riduttiva del gonfiore gastrico e addominale. Non dimentichiamoci delle proprietà del carciofo, ad azione positiva sulle funzioni digestive e sulla salute del fegato.
- Pasta, riso, cereali integrali. In particolare, la polvere di riso contribuisce a controllare l’iperacidità gastrica. In alternativa, si possono scegliere le patate;
- Pane ben cotto, leggermente tostato, oppure crackers, fette biscottate, grissini;
- Olio extra vergine di oliva a crudo, utilizzato con moderazione;
- Carni magre (pollo, tacchino) cotte alla griglia, a lesso, al forno o a vapore;
- Pesce fresco e leggero (nasello, merluzzo, orata, branzino, sogliola, platessa, pesce spada), per garantire un corretto apporto di acidi grassi essenziali (ad esempio Omega-3 e 6) cotto alla piastra, a vapore, al forno;
- Formaggi quali primo sale, fiocchi di latte, mozzarella vaccina, ricotta o parzialmente scremati durante la lavorazione come parmigiano reggiano e Grana Padano;
- Beviamo acqua. Sarebbe ideale piccole quantità durante i pasti, almeno un litro e mezzo al giorno;
- Tisane e infusi non zuccherati (assunti con moderazione) a base di camomilla, malva e liquirizia, per via delle blande proprietà antinfiammatorie e spasmolitiche.
Eliminiamo alcuni cibi controindicati in caso di acidità di stomaco
È utile sapere che, in caso di iperacidità, sarebbe opportuno cambiare alcune abitudini alimentari che promuovono l’insorgere del disturbo. In particolare, sarebbe meglio limitare temporaneamente:
- Cibi grassi;
- Bevande come caffè e tè;
- Cioccolato;
- Alcolici e superalcolici;
- Bibite gassate;
- Cibi molto piccanti, salse, intingoli speziati e piccanti;
- Alimenti ad azione acidificante come agrumi, kiwi, pomodori;
- Peperoni, aglio, cipolla e cetriolo se di difficile digestione;
- Alimenti (sia cibi, sia bevande) troppo caldi o troppo freddi, soprattutto a stomaco vuoto.
Ricordiamo che un’alimentazione equilibrata è una valida regola non solo in caso di iperacidità gastrica, ma anche e soprattutto per mantenere un buono stato di salute e benessere. Ciò che mangiamo racconta molto di noi: la base della nostra piramide alimentare dovrebbe includere nutrienti preziosi per il nostro organismo.
Altri consigli in caso di iperacidità gastrica
Abbiamo prima accennato allo stress come possibile causa o fattore predisponente dell’acidità di stomaco. Non sottovalutiamo questo aspetto, perché il nostro stile di vita e le nostre abitudini quotidiane possono avere un’ampia rilevanza nel nostro stato di salute, sia fisica sia psicologica.
Allentare lo stress e le cause che lo provocano sarebbe la soluzione migliore, ma purtroppo non è affatto facile. Tuttavia, è possibile fare qualcosa per contribuire a rilassarci e a favorire una migliore gestione delle nostre giornate.
Ad esempio, non sottovalutiamo alcuni consigli di sport e attività fisica. Infatti, dedicarsi a un’attività motoria regolare e moderata, come una semplice passeggiata quotidiana di circa 30 minuti, può aiutare a migliorare l’umore, a favorire la circolazione, ma soprattutto, nel nostro caso, ad agevolare i processi digestivi.
