Sicurezza

Cairo, a San Giuseppe crescono i malumori: “La stazione non può essere utilizzata come capolinea di passeggeri molesti”

Rabbia dopo l'episodio di lunedì in cui un pregiudicato in fuga ha disarmato un carabiniere ed esploso un colpo con la sua pistola

stazione san giuseppe di cairo

Cairo Montenotte. Dopo lo spavento crescono i malumori a San Giuseppe di Cairo, dove lunedì scorso un gruppo di giovani extracomunitari arrivati da Torino con il treno, una volta scesi in stazione, si sono resi protagonisti di atteggiamenti incresciosi, nonché, uno di essi, pregiudicato e in fuga per non essere identificato, ha persino disarmato un carabiniere e ha esploso un colpo.

La polemica si basa principalmente sul fatto che servirebbe più collaborazione tra il personale ferroviario e le forze dell’ordine. Come sottolinea il gestore del Bar Buffet, che da anni combatte per salvaguardare la sua attività sul piano della sicurezza, a beneficio anche dei numerosi pendolari, “se questo gruppo di malintenzionati, diretti in Riviera, disturbava ed è stato fatto scendere dal treno per comportamenti molesti, qualcuno avrebbe dovuto allertare i carabinieri, che avrebbero mandato, magari, una pattuglia in più e non si sarebbero trovati nella situazione dell’altro giorno, ovvero in due militari soltanto, che, peraltro, erano di passaggio nel loro consueto giro di controllo”.

E prosegue: “Nel corso degli anni abbiamo ottenuto importanti risultati, primo fra tutti quello di chiudere i locali della stazione che nelle ore notturne erano diventati un bivacco di delinquenti, con innumerevoli episodi a rischio per i passeggeri. È stato potenziato l’impianto di video sorveglianza e, con l’aiuto delle forze dell’ordine, è cresciuta la percezione di una maggiore sicurezza. Un fatto come quello di lunedì, per fortuna, resta isolato e non è frequente, ma occorre ugualmente tenere alta la guardia e pretendere più collaborazione da parte di tutti, in primo luogo dalle Ferrovie dello Stato: visto che qui la Polfer non è più presente da anni, almeno, che si mantenga un dialogo per avvisare chi di competenza di eventuali ‘guai’ in arrivo, qualora si renda necessario il capolinea per i viaggiatori molesti”.