Albenga. Sabato 17 luglio alle ore 11 il giardino intitolato al prof. Libero Nante ad Albenga sarà impreziosito da un’opera d’arte donata dal figlio, anche lui medico e docente universitario , il prof. Nicola Nante.
Nante fu partigiano combattente patriota e verrà ricordato solennemente dalle maggiori autorità civili e dalle associazioni partigiane.
La bella scultura di Flavio Furlani, lo scultore Ingauno per antonomasia, ricorda infatti la canzone “Fischia il vento “, scritta dall’eroico medico e partigiano Felice Cascione che Nante aveva conosciuto all’ospedale di Porto Maurizio e con cui ebbe rapporti durante il suo partigianato. È giusto accomunare questi due medici partigiani che ebbero destini diversi, ma ideali comuni.
Nante diede un apporto alla Resistenza nelle vallate che collegano la Liguria di Ponente e il Piemonte soprattutto nel campo medico, ricevendo una Croce di Guerra al Valor Militare e due stelle d’argento. Ebbe dal generale Alexander, comandante delle truppe alleate nella guerra di liberazione, il certificato di “patriota “. Quell’esperienza venne immortalata nel suo bel libro “Tempo di ricordi “ che ha il grande pregio, nella ricca memorialistica partigiana, di essere esente da forme ideologiche che erano a lui distanti, pur provenendo da una famiglia di salde convinzioni socialiste.
Sarebbe tuttavia molto riduttivo non ricordare anche Nante nella sua poliedrica figura di medico e di imprenditore, una simbiosi di attività che lo vide protagonista indiscusso e molto apprezzato. Simile a lui ho solo conosciuto il prof. Plinio Pinna Pintor, cardiologo di fama e anima della più famosa casa di cura torinese.
Nante, che si laureò brillantemente in Medicina all’Universita ‘ di Genova, ottenne la libera docenza e consegui in diverse università italiane numerose e svariate specializzazioni che fecero di lui un medico di eccezionali competenze professionali.
Realizzò la prima la casa di cura “Salus “ e poi la “San Michele “ di Albenga divenuta un punto di riferimento che rapidamente varco’ i confini regionali e che più che mai oggi è viva e vitale, seguendo le orme del suo fondatore che il figlio Nicola ha saputo preservare e sviluppare in modo mirabile.
Ricordo che il mio amico Guido Ceronetti la sceglieva per i suoi annuali periodi di cura e trovava in quegli ambienti una cordialità e un’accoglienza che Torino non seppe mai dedicargli. La moglie Maria Rosa Zunino fu la sua straordinaria compagna di vita , ma anche sua stretta collaboratrice nelle imprese in campo medico, ma non solo.
Infatti Nante creo’ l’azienda agricola “Rio Calenda”, una fattoria biologica ante litteram che offriva ai degenti della clinica prodotti alimentari di qualità. Realizzo’ inoltre un residence di appoggio per i parenti dei ricoverati in clinica. Il prof . Nante consegui’ anche il brevetto di volo.
Fu inoltre prolifico scrittore e si ricordano di lui alcune raccolte di poesie. Il già citato diario di guerra ottenne il premio “Mario Tobino” per medici scrittori. Potremmo dire che in lui si sono assommate ed armonizzate insieme molte vite spese al servizio dei più alti valori umani e civili. Il medico umanista Nante rappresenta oggi un antidoto al nichilismo che invade la “società liquida “ totalmente orfana di valori. E i suoi figli Nicola, Genny e Giovanna per primi sono i continuatori migliori della sua opera, nei diversi campi in cui si sono impegnati con successo e serietà, seguendo un padre che Mario Soldati avrebbe definito “un uomo davvero fuori ordinanza”.
