• Home
  • Cronaca
  • Comuni
  • Sport
  • Eventi
  • Meteo
  • Necrologie
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Cerca
Il Giunco, il quotidiano online della maremma  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...
temi del giorno:
Elezioni Savona
Green pass
VACCINO COVID
PODCAST
  • News24
  • Sport
  • Meteo
  • Eventi
  • invia notizia
  • segnala evento
  • bloggers
  • facebook
  • twitter
  • instagram
  • contatti
  • Home
  • News 24
  • Cronaca
  • Comuni
  • Sport
  • Eventi
  • Meteo
  • Necrologie
  • Redazione
  • Pubblicità
Cerca nel sito
Altre news

Granaccia e Barbarossa, due vini che raccontano il savonese “cancellati” da una distrazione

"Liguria del gusto e quant'altro" è la rubrica gastronomica di IVG, ogni lunedì e venerdì

0
Granaccia e Barbarossa, due vini che raccontano il savonese “cancellati” da una distrazione
  • copiato!

Diciamolo subito, l’idea di coltivare Granaccia a Roccavignale, Val Bormida di Langa, quasi Piemonte, non mi aveva convinto (e chissenefrega, sento e leggo dal labiale di chi sta leggendo, ed ovviamente non posso che dare ragione…), ritenevo (e ancora lo faccio) che in Liguria la granaccia, alicante anticamente dell’albenganese (a proposito, poi racconterò perchè non fu inserita tra le Doc Riviera Ligure di Ponente nel 1989), granaccia a Quiliano, dia il meglio respirando l’aria di mare. Quando, nel 2016, avevo scoperto che un gruppo di pazzi visionari aveva impiantato granaccia, e non dolcetto, per esempio, a Roccavignale, avevo pensato ad un inutile spreco di energie. Ed invece…

Capita, casualmente, che ad una cena tra amici ci sia una bottiglia di Gublot, vino rosso in etichetta (non può certo vantare Doc o Igp per merito/colpa delle regole), 13,5 gradi, che al fuori della burocrazia è la granaccia di RoccaVinealis, quella coltivata e prodotta a Roccavignale. Gli amici sono persone che, di vino (e non solo) ne sanno più di me, Marco Rezzano, sommelier e soprattutto presidente di Enoteca regionale della Liguria, Augusto Manfredi, sommo sommelier Ais, Aimone Vio, grande produttore anche di Granaccia a Bastia d’Albenga. Nei loro confronti, ovviamente, io sono solo un povero “cadetto di Guascogna”, ma certo quando mi hanno detto granaccia sono partito con pre-giudizio: vino corposo, caldo, avvolgente, frutti rossi al palato e macchia mediterranea al naso, e invece…Un vino rosso scarico, non particolarmente fruttato, sapido, deludente ad un primo assaggio per il pre-giudizio. Poi, onestà intellettuale vuole, che si mettano da parte i pre-giudizi e la degustazione riparte da zero, e allora… Allora esce fuori un ottimo vino, certo non ha il salino del mare, la macchia mediterranea, ma in bocca è asciutto, poco acido, beverino (ma attenzione ai gradi), capace di accompagnare torte verdi, focacce, ma anche piatti di mare corposi (non solo stoccafisso, ma anche polpo, seppie, totani), insomma, un vino nuovo nel panorama enologico ligure, assolutamente da non sottovalutare.

ROCCAVINEALIS NEL SITO DI VITE IN RIVIERA
La Società Agricola RoccaVinealis S.r.l. nasce da un’idea di quattro imprenditori: Amedeo Fracchia, Davide Bosio, Stefano Perugini e Paolo Anelli. Alla fine del 2015 un post su Facebook dell’assessore regionale che invitava tutti gli amanti del vino ad acquistare gli ultimi diritti di impianto per nuovi vigneti in Liguria, prima del passaggio di competenza al Ministero, aveva risvegliato in loro il desiderio di investire nel territorio, nella vigna. Iniziano i contatti con i proprietari di quei terreni dove i vecchi raccontavano si raccogliesse l’uva più pregiata della Val Bormida e con 14 è bastata una stretta di mano per accordarsi. Sulla fiducia, hanno autorizzato Amedeo, Davide, Stefano e Paolo a presentare la domanda per realizzare la prima vigna. Nella primavera del 2016, arriva il nulla osta dell’Ispettorato Agrario, di lì a poco sono tutti seduti intorno ad un tavolo per acquistare i 10 ettari di terra necessari e la Società Agricola RoccaVinealis S.r.l. da un progetto ambizioso si trasforma in realtà.

ALICANTE O GRANACCIA
E’ una storia di ordinaria incomprensione che ha privato, per molto tempo, gli amanti del buon vino di due eccellenze vinicole oggi caparbiamente recuperate. Parliamo dell’Alicante (o Granaccia) e del Barbarossa, uno dei vitigni più antichi della Liguria ed escluso dalla Doc data ai Vini della Riviera ligure alla fine degli Anni ’80. Racconta Flavio Maurizio, fondatore delle Cantine Calleri, uno dei “padri” della Doc: “E’ successo che il funzionario della Provincia anzichè scrivere Barbarossa scrisse Barbera, che evidentemente non poteva avere una Doc in Riviera. La Granaccia, ad Albenga era conosciuta come Alicante, invece, non fu proprio scritta. Non ci possibile cambiare nulla, noi addirittura dovemmo sradicare una vigna che era stata impiantata a Barbarossa, un vino che all’epoca andava per la maggiore. Vedo che oggi, anche senza marchi di garanzia, diversi viticoltori ripropongono sia la Granaccia, che non è quella di Quiliano, bisogna essere chiari, che il Barbarossa. Due vini importanti, tradizionali, che raccontano il nostro territorio e che sono stati lasciati nell’oblio per troppi anni solamente per una distrazione”.

“Liguria del gusto e quant’altro” è il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa (alla scrittura) e Stefano (alle ricerche), per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potrà obiettare. Vero, ma diversa perché cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarità, le curiosità, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici, ogni lunedì e venerdì: clicca qui per leggere tutti gli articoli.

Elisa e Stefano Pezzini
29 Maggio 2020 alle 8:53
  • Altre news
  • Liguria del Gusto

Continua a leggere

Accesi i seccatoi per le castagne dei tecci di Calizzano e Murialdo
Magazine
(05:20) Accesi i seccatoi per le castagne dei tecci di Calizzano e Murialdo
2 min di Elisa e Stefano Pezzini - 5 anni fa
Ormeasco: non chiamatelo dolcetto!
Magazine
(05:48) Ormeasco: non chiamatelo dolcetto!
3 min di Elisa e Stefano Pezzini - 5 anni fa
Il basilico Genovese Dop di Paolo Calcagno, il “marito” del pesto
Magazine
(05:29) Il basilico Genovese Dop di Paolo Calcagno, il “marito” del pesto
3 min di Elisa e Stefano Pezzini - 5 anni fa
Da Albenga parte una nuova moda: l’aperitivo alla Begonia
Magazine
(10:30) Da Albenga parte una nuova moda: l’aperitivo alla Begonia
2 min di Elisa e Stefano Pezzini - 5 anni fa
La Torta di Badalucco, dolce semplice fatto con “poco” eppure straordinario
Magazine
(12:02) La Torta di Badalucco, dolce semplice fatto con “poco” eppure straordinario
2 min di Elisa e Stefano Pezzini - 5 anni fa
← articolo precedente
articolo successivo →
 Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Sport
  • Economia
  • Altre news
  • webTV
  • life+
  • Sampdoria
  • Genoa

Il Giunco.net

Copyright © 2005 - 2024 - Testata associata ANSO

Il Giunco srl – Quotidiano on line di informazione locale

via dell'Industria, 1046 Follonica (Gr) - Iscrizione al registro della stampa del Tribunale di Grosseto 06/11 del 15/06/2011

Direttore Responsabile: Daniele Reali

Email: redazione@ilgiunco.net - Tel: 334.5212000 58022 P.IVA e C.F.: 01545070532 - Iscrizione al ROC: 24812

logo Edinet s.r.l.
Privacy Policy Cookie Policy