Toirano. “Egregio signor presidente, io e le mie colleghe siamo molto preoccupate in quanto nei decreti emanati negli ultimi mesi non si è parlato della nostra categoria”. Inizia così la lettera che Romilda, una educatrice del nido d’infanzia Bolle di Sapone di Toirano, ha inviato al presidente del consiglio Giuseppe Conte per portare l’attenzione del Governo sulla situazione di chi lavora in un asilo nido o fruisce dei suoi servizi.
Il lockdown, infatti, esattamente come le scuole ha colpito anche i nido. Ma nelle varie ipotesi di Fase 2 si dibatte delle varie ipotesi di riapertura sulle scuole di ogni ordine e grado ma non, dice Romilda, dei nidi: “Si è fatto riferimento a scuole medie, superiore, università e scuole dell’infanzia – scrive al Premier – Nel momento in cui si potrà tornare a lavorare, ovviamente con le dovute precauzioni, noi che offriamo un servizio tutto l’anno sia come nido che come centro estivo cosa faremo? Possiamo riaprire?”.
“Tanti bimbi e tanti genitori ci chiedono cosa succederà”, ammette l’educatrice. E loro, naturalmente, al momento non sanno come rispondere. Il disagio è forte in tutta la categoria, tanto che Erica, la titolare del centro d’infanzia di Toirano, ha deciso insieme alle colleghe di creare anche un gruppo Facebook, chiamato proprio “Il grido dei nidi d’infanzia”, per unire le forze e avere più voce.
“Abbiamo creato questo gruppo – spiega Erica – per poterci confrontare con altri educatori su questa emergenza che ci ha colpito e imposto la chiusura dei nostri nidi il 24 febbraio. Da allora sono passati tanti giorni, ma nessuno parla di noi: che fine faremo, come sopravviveremo e soprattutto quando riusciremo a riaprire le nostre strutture?”.
“Nel nostro piccolo ci stiamo già muovendo – racconta – e abbiamo contattato alcuni politici e giornalisti. Ma insieme, creando una rete nazionale, sicuramente riusciremo a far arrivare di più il nostro ‘grido’…”. Nel momento in cui scriviamo il gruppo ha già più di 360 iscritti.







