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Liguria del gusto

Il tartufo ligure protagonista dell’agroalimentare

Elisa e Stefano Pezzini
14 Febbraio 2020 alle 7:48
14 Febbraio 2020
Il tartufo ligure protagonista dell’agroalimentare
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"Liguria del gusto e quant'altro" è la rubrica gastronomica di IVG, ogni lunedì e venerdì

Vale all’incirca un milione di euro all’anno di fatturato, ma troppo spesso il tartufo ligure che, anche quest’anno, ha dato grandi soddisfazioni ai tartufai che si apprestano a fare un bilancio della raccolta annuale, è un prodotto dimenticato, considerato “cosa da ricchi” e non, invece, un protagonista dell’agroalimentare. L’occasione per il bilancio sarà il tradizionale pranzo dell’Associazione tartufai e tartuficoltori liguri che si svolgerà al Portico di Calice Ligure domenica prossima.

Maurizio Bazzano è il presidente della associazione: “È stata una annata tutto sommato positiva, anche se non eccelsa dal punto di vista della quantità. Lo scorzone, che si raccoglie tra aprile e giugno, è stato di ottima qualità e anche di grandi quantitativi. Il bianco, il tartufo più pregiato, ha avuto una qualità ottima, ma la quantità non è stata all’altezza. Il nero pregiato, quello che maggiormente si raccoglie nell’area della Val Bormida, ma anche della Val Pennavaire e della Valle Arroscia, non è stato granché né come quantità né come qualità. Il cambiamento climatico, sta facendosi sentire anche nei tartufi”.

La metà del giro di affari del settore arriva dal tartufo bianco. Il tartufo nero pregiato è l’unico che al momento può essere coltivato nelle tartufaie. Ma anche qui ci sono dei problemi. Ancora Bazzano: “Come associazione puliamo e curiamo numerose tartufaie della Val Bormida, tartufaie libere, ma aiutiamo anche chi vuole istituire tartufaie private, e ce ne sono diverse in tutta la nostra provincia. Il problema sono le piante micorizzate”.

“L’Italia è stata tra le prime a preparare alberi capaci di produrre tartufi neri e ancora oggi i vivaisti di Toscana, Emilia, Marche, Umbria e Abruzzo, sono tra i migliori professionisti in questo settore. Talmente bravi che le loro piante vengono richieste soprattutto all’estero, dalla Spagna in primo luogo, che ha compreso l’importanza economica della tartuficoltura e l’importanza del prodotto tartufo sul mercato. Gran parte del tartufo nero che si consuma in Italia, negli ultimi anni, è prodotto proprio in Spagna e si tratta di un tartufo di ottima qualità. Resta da chiedersi perché da noi non ci siano interventi a favore di questo settore che, con lo sviluppo della cucina gourmet, si sta affermando sempre di più, con ottimi risvolti economici per chi coltiva e per chi commercia”.

“Liguria del gusto e quant’altro” è il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa (alla scrittura) e Stefano (alle ricerche), per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potrà obiettare. Vero, ma diversa perché cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarità, le curiosità, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici, ogni lunedì e venerdì: clicca qui per leggere tutti gli articoli.

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