Varazze. “Scarsa programmazione da parte della mia amministrazione? E’ quella cosa che uno dice quando non ha nient’altro da dire”. Così Alessandro Bozzano, attuale primo cittadino di Varazze, risponde alla critica principale mossa in modo bipartisan da tutti gli avversari: quella che l’errore principale della sua amministrazione sia stato quello di una programmazione deficitaria.
Enrico Caprioglio e Massimo Lanfranco, in particolare, lo hanno ribadito più volte nel corso delle rispettive presentazioni con parole molto simili: anche le iniziative più belle, se non fanno parte di un “mosaico” studiato, finiscono per essere svalorizzate. “Io invece credo invece che la mia amministrazione una programmazione l’abbia data, e anche bene – replica il sindaco – La programmazione parte dallo scioglimento di alcuni nodi della città: la T1, il cantiere Baglietto, la caserma dei pompieri, la chiusura della discarica, il rifacimento della passeggiata e di piazza Dante, la creazione del mercato coperto, l’ampliamento della piazza di Cantalupo e di quella di Alpicella, il recupero a fini abitativi delle ex scuole…”
Bozzano snocciola l’elenco, ma è innegabile che quando una critica giunge pressoché identica da più parti, anche distanti tra loro, vada quantomeno analizzata: “Ma noi l’abbiamo analizzata e sera-analizzata, e a noi non sembra che ci sia stato un difetto di programmazione” insiste il sindaco, che poi non resiste e si toglie un sassolino dalle scarpe: “Il punto invece è che le categorie economiche di Varazze devono svolgere il loro ruolo, e non credo lo facciano pienamente. Penso quindi che la critica di ‘scarsa programmazione’ provenga da lì. Non è un caso che il candidato delle categorie sia Caprioglio, residente a Savona. Penso che la buona programmazione lo sia a prescindere, e che le categorie possano mettersi a disposizione della città per migliorarla: ma prima di tutto devono saper fare le categorie e non i partiti…”.
Sarà una campagna davvero scoppiettante visto il numero di contendenti in campo, ben 5. A sfidarlo saranno i già citati Enrico Caprioglio (supportato dagli “scontenti” del centrodestra) e Massimo Lanfranco (M5S), più l’ex sindaco Antonio Ghigliazza e un candidato espressione della base del Pd (legato quindi ai consiglieri Busso e Petrini). Uno scenario quantomai liquido e confuso, se si pensa che Bozzano in teoria guida una coalizione “allargata” con l’appoggio ufficiale sia degli arancioni di Toti che del Pd provinciale (con tanto di comunicato ufficiale), ma nella pratica è stato rifiutato sia dalla base locale del centrodestra (che ha lanciato Caprioglio) che dal movimento locale del Pd (al lavoro per creare una lista alternativa).
Insomma, chi sta con Bozzano? “Con Bozzano ci sta la città”. Vuol dire tutto e niente. Così il sindaco spiega: “Nel 2014 ho fatto una lista che rappresentava una idea di governo e fui accusato di essere un uomo ‘uscito’ dai partiti. Ma credo che oggi Varazze abbia bisogno di civicità, che rappresenta la pluralità di persone e idee con cui si crea il confronto interno all’amministrazione. Questo ha portato a uno sconvolgimento dei rapporti partitici. Quando tutti dicono di voler venire con me, vuol dire o che sono bravo o che ho amministrato bene: questa è la lettura da dare. E io sono contento che vogliano venire con me, se sottostanno alle nostre condizioni ‘civiche’. Poi ci sono gli arrabbiati: quelli a cui non va bene la mia amministrazione, quelli che non mi possono vedere da sempre, e quelli che io non ho voluto… ma la politica è fatta di scelte, e se ci metto la faccia ho bisogno di persone che lavorino, capaci e competenti, che non prestino orecchio ai ‘pifferi’ che sentono per strada“.
Certo con così tanti avversari in campo, e con uno scenario politico così inconsueto, la riconferma non è scontata. Tanto che i “maligni” sono sicuri: se andasse male c’è già il piano B, la Regione con le elezioni nel 2020 (il legame stretto con Toti avrebbe proprio lo scopo di “blindarlo”). “Questo, dico la verità, è un problema che non mi sono mai posto” dribbla lui. Che poi rivendica una riconferma: “Io non so se sono favorito o meno, so solo che abbiamo fatto 5 anni con un gioco di squadra enorme. Credo che più di così a un uomo non si possa chiedere: la mia prima casa è il Comune di Varazze e lo sarà fino all’ultimo giorno in cui sarò sindaco. Abbiamo messo in campo tanti progetti e la città si è mossa su tutti i livelli, ora ci vuole continuità per portare a compimento tutta una serie di altri progetti: la passeggiata a sbalzo, la creazione dei parcheggi sotterranei davanti al Comune, la partenza del terzo lotto della T1. Così andremmo a completare tutta una serie di ‘buchi’ che nella città ci sono ormai da 30 anni”.
“E’ necessario partire da qui, dall’idea partorita insieme nel 2014 – conclude – che credo abbia ottenuto risultati assolutamente positivi e debba continuare ad averne. C’è un segreto: vince la squadra. La squadra deve lavorare per la città e il sindaco la deve coordinare, non esistono posizioni diverse… Dove c’è la squadra si vince”.