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Savona, ecco come appare il Letimbro a un mese dalla pulizia fotogallery

Nonostante il lavoro dei volontari lo scorso 9 febbraio, nell’alveo del torrente savonese ci sono di nuovo rifiuti

Savona. Risale al 9 febbraio scorso l’iniziativa dedicata alla pulizia della foce del torrente Letimbro. Su proposta dall’Assessorato ai Lavori Pubblici, un piccolo gruppo di cinque volontari (appartenenti al nascente gruppo savonese di Greenpeace) ha raccolto e consegnato all’ATA diversi sacchi di rifiuti, soprattutto plastici, da destinare allo smaltimento.

Letimbro

A circa un mese di distanza, IVG è andato a verificare le attuali condizioni del torrente savonese, nel breve tratto compreso tra il ponte Mazzini e il centro commerciale Il Gabbiano. Ecco la situazione.

Ancora troppi rifiuti sono cosparsi sul letto del torrente: alcuni di piccole dimensioni, quasi invisibili tra l’erba e le foglie secche (ma non per questo meno inquinanti), altri evidenti, come bottiglie di vetro e plastica, sacchetti, carcasse di ombrelli, vassoi in polistirolo e molto altro.

Letimbro

Questa volta, però, la responsabilità non deve essere attribuita al Comune. Una pulizia radicale di questo tratto dell’alveo è stata eseguita di recente, facendo anche radere al suolo – tra i lamenti degli ambientalisti – i canneti che prosperavano lungo gli argini del corso d’acqua, per favorire il personale incaricato nella raccolta dei rifiuti impigliati tra canne e rovi.

Letimbro

Piuttosto, la colpa va ricercata nella scarsa civiltà di quella gente che, in maniera del tutto consapevole, getta dai ponti o al di là dei parapetti qualsiasi tipo di rifiuto. Comportamento incivile che mette in moto un circolo vizioso, difficile da estirpare e che induce altre persone a utilizzare il fiume come una vera e propria discarica. Il tutto per non cercare un cestino pubblico o attendere di raggiungere il cassonetto più vicino.

Letimbro

Oltre all’aspetto estetico, a destare preoccupazione è la natura stessa di certi rifiuti: se carta e cartone si decompongono con facilità senza provocare gravi danni, la grande quantità di materiale plastico e metallico è destinata, con la prima piena del torrente, a raggiungere il mare, con conseguenze disastrose sull’ecosistema marino e sul litorale. Motivazione cardine che ha spinto i volontari di Greenpeace a dare il proprio contributo nella pulizia del torrente il 9 febbraio.

Tuttavia, fa riflettere il fatto che, per alcuni volontari che periodicamente si dedicano alla pulizia del torrente o delle spiagge libere, molti altri continuino ad abbandonare rifiuti nelle stesse aree. A questo punto, pare diventare essenziale l’effettiva applicazione della legge, per punire la totale assenza di coscienza civica di alcuni cittadini. Controlli più severi, mirati sulle aree critiche, possono essere una soluzione efficace per comportamenti di questo tipo.

In questi giorni, una speranza in più giunge dall’adesione del Comune di Savona alla nuova campagna Pelagos Plastic Free, che si propone l’obiettivo di ridurre l’uso della plastica in molti luoghi pubblici, dagli uffici alle scuole; si tratta di diffondere “buone pratiche” ambientali e culturali, coinvolgendo anche le scuole primarie e, dunque, le nuove generazioni.

Per verificarne gli effetti, tuttavia, occorrerà attendere qualche mese. IVG resterà, tuttavia, sulla questione, per appurare l’eventuale miglioramento della situazione.

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