Savona. Nel dicembre scorso era finito in manette con la gravissima accusa di aver palpeggiato nelle parti intime un bambino di tre anni e mezzo, il figlio di un suo amico, mentre si trovava da solo in auto con lui. Una vicenda per la quale, questa mattina, un trentenne di origini sudamericane, residente nel ponente savonese, ha patteggiato una pena di due anni di reclusione, con la sospensione condizionale, per il reato di violenza sessuale aggravata su un minorenne.
L’uomo era finito in manette in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmato dal gip Fiorenza Giorgi su richiesta del pm Chiara Venturi che aveva coordinato le indagini dei carabinieri. Il trentenne sudamericano, che era assistito dall’avvocato Gian Maria Gandolfo dopo l’arresto aveva respinto con decisione tutte le accuse negando di aver mai abusato del bimbo.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’episodio, un caso isolato, era avvenuto intorno alla fine di novembre. Il trentenne sudamericano era sull’auto dell’amico e, approfittando proprio di un momento nel quale il papà del bimbo era sceso, avrebbe dedicato le attenzioni particolari al piccolo. Era stato proprio il bambino, una volta tornato a casa, a dire ai genitori di aver subito un abuso: un racconto che sarebbe stato supportato dalla presenza di alcuni segni intorno alle parti intime giudicati compatibili anche con dei toccamenti.
A quel punto i famigliari della presunta vittima si erano rivolti ai carabinieri ed era scattata l’indagine della Procura. Il bimbo avrebbe ripetuto la stessa versione dei fatti in diverse audizioni protette alla presenza di medici e inquirenti. Elementi che avevano convinto il pm Chiara Venturi a chiedere l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il presunto pedofilo.
