Genova. Ricerca e soccorso con formazioni a pettine, ricerca e soccorso visiva ed uditiva, primo marking delle vittime (quelle V pitturate sui mezzi), vedette (ruolo che riguarda la sicurezza), scavo, recupero e trasporto della quasi totalità delle salme e delle parti anatomiche fuori dalla zona del crash mediante le barelle toboga, recupero di salme mediante l’utilizzo di tecniche di corda.
Sono solo alcune delle azioni compiute dagli operatori Smts, Usar e Croce rossa italiana, nelle ore dopo il crollo di Ponte Morandi. Un lavoro di ricerca e soccorso incessante testimoniato da queste immagini. Con la luce del giorno e quella artificiale dei fari, gli specialisti non si fermano.
Sono stati impiegati 36 operatori di cui gran parte liguri e 11 dalla Lombardia.







