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Savona, come cambiano gli equilibri in Comune: più potere alla Lega, FI ai margini

Romagnoli ridimensionata, crescono Arecco e Ripamonti, Scaramuzza "premiato". L'intoccabile Santi resiste, ma per quanto?

savona nuova giunta

Savona. Il Commercio alla leghista Maria Zunato, la Viabilità al leghista Massimo Arecco, le Azioni per l’Agenda Digitale (gli ex servizi informatici) al leghista Paolo Ripamonti. Dalla lettura del rimpasto messo in atto dal sindaco Ilaria Caprioglio nella giunta savonese emerge un fondamentale spostamento degli equilibri: cresce in modo evidente l’importanza della Lega Nord nella coalizione di governo, a discapito di Forza Italia.

L’ingresso di Maria Zunato nel posto lasciato vacante a marzo dalle dimissioni di Cristina Bellingeri, infatti, ha portato con sé una serie di variazioni nella composizione della giunta che ridefiniscono un po’ i rapporti di forza a Palazzo Sisto. O meglio, consolidano e sanciscono “sulla carta” quanto già emerso nel primo anno di governo: il Carroccio è il vero “padrone politico” della coalizione.

Il vicesindaco Massimo Arecco si rafforza: se prima per qualcuno era a volte ai margini con una delega, l’Urbanistica, che in periodi di “vacche magre” perde di importanza, ora alle sue competenze si aggiungono Traffico e Viabilità, riportandolo un po’ più un alto nella “classifica del potere”.

Cresce anche l’importanza di Paolo Ripamonti: se gli ex Servizi Informatici infatti erano visti come un assessorato minore (fino ad oggi di competenza di Barbara Marozzi, la più giovane del gruppo), ora che sono diventati “Azioni per l’Agenda Digitale” la musica cambia. Il nuovo nome, infatti, suggerisce un’accelerazione: la digitalizzazione degli enti diventa sempre più prioritaria, ed in quel settore arriveranno cospicui finanziamenti grazie all’Asse 6 – Città del Por Fesr 2014/20.

Con il trittico Commercio (Zunato) – Viabilità (Arecco) – Informatica (Ripamonti), insomma, il triumvirato leghista si è aggiudicato un pacchetto di deleghe golose. Ad uscire maggiormente ridimensionata è Ileana Romagnoli, che prima aveva Commercio e Viabilità e che ora si troverà ai Servizi Sociali: vale il discorso fatto in precedenza per l’Urbanistica, con il bilancio in rosso si tratta di un incarico ingrato (e non è un caso, infatti, che per mesi la città abbia potuto vivere senza assessore di riferimento). Ma anche quello di Marozzi può essere visto come un passo indietro, o meglio come una dimostrazione di scarsa fiducia: proprio quando una delle sue deleghe stava per diventare cruciale per ottenere finanziamenti, le è stata tolta a favore del più navigato Ripamonti, e da questo punto di vista non sarà certo l’incarico alla Trasparenza e Anticorruzione a riequilibrare le cose.

In tre mantengono il “peso specifico” che già avevano: Silvano Montaldo (forzista, sì, ma visto sostanzialmente come un tecnico), Maurizio Scaramuzza (che a suon di ore lavorative si è “conquistato” la delega aggiuntiva agli Spettacoli) e l’intoccabile Pietro Santi. Il che rappresenta a sua volta una notizia: con il ridimensionamento di Romagnoli, è lui l’ultimo alfiere di quello che una volta era il partito principale del centrodestra. Forte dei suoi 800 voti, ha navigato spavaldo per un anno tra polemiche, voci di possibili “siluramenti” e contestazioni sulla vicenda Ata. I numeri finora ne hanno protetto ruolo e deleghe: a Savona oggi Forza Italia è lui, sempre più solo contro lo strapotere leghista. Una contrapposizione che però, prima o poi, potrebbe deflagrare: Santi e i “padani” non si sono mai amati, e la spaccatura è sempre dietro l’angolo.