La proposta

Albenga, Ciangherotti (FI): “Calo iscritti al nido comunale Di Ferro? Abbassiamo la retta massima”

L'ex assessore: "Con me arrivammo a 106mila euro l'anno, ora solo 64mila. Va trovata una formula per riempire di nuovo l'asilo"

Albenga. “”Gli utenti dell’asilo nido diminuiscono? Abbassiamo la retta massima”. A lanciare la proposta è Eraldo Ciangherotti, consigliere comunale ad Albenga ed ex assessore ai servizi sociali.

“Abbiamo un asilo nido comunale, ‘Roberto di Ferro’, fiore all’occhiello dei nostri servizi sociali – scrive Ciangherotti – Cresciuto e potenziato nel tempo passando da 2 posti per lattanti nell’era Tabbò (2005-2010) a 12 posti lattanti durante il mio assessorato (2010-2014). Per me quell’asilo valeva e vale tutt’oggi oro, perché rappresenta per le famiglie di Albenga con entrambi i genitori lavoratori una valida alternativa statale per custodire i propri pargoli durante la giornata”.

D”opo averlo riempito di 60 bimbi, nel 2011, creai anche l’over booking, consentito dalla legge, per aumentare il numero di iscritti fino a 72 posti – ricorda l’ex assessore – E creai pure il part-time, 6 posti, per quelle famiglie che avevano posti di lavoro a tempo parziale. Per me questo asilo Roberto di Ferro fu una scommessa che vinsi, tanto da aver iscritto entrambi i miei figli lì, dal settembre 2013 al luglio 2017, per godere dei risultati ottenuti”.

E qui arriva l’attacco: “I numeri parlano chiaro. Con Tabbò sindaco, nel 2009, si incassava di rette 80.137 euro. Con Rosy Guarnieri sindaco e me assessore, nel 2011, ben 106.239 euro. Con assessore Simona Vespo, nel 2016, soltanto 63.619 euro. Oggi gli iscritti al nido che cominceranno la frequenza la prossima settimana sono soltanto 44, di cui 22 part-time. La sezione lattanti oggi è stata abolita e vi sono solo bimbi iscritti dall’11-12 mesi di vita. Un vero bagno di sangue che va contro qualunque regola base imprenditoriale”.

Ecco allora la proposta: “Perché non trovare una formula per far andare a pieno regime un asilo da 60 posti? Mi risponderanno da Palazzo civico: colpa della crisi economica. E allora perché non fare del vero sociale a favore delle famiglie, introducendo due criteri urgenti: il minimo di retta obbligatoria pari a 100 euro per poter frequentare l’asilo nido e un ribasso della retta massima (310 euro) a cui applicare l’Isee, con uno sconto del 20% per le famiglie residenti? Tanto l’asilo nei bilanci del Comune con le maestre e il personale ausiliare ha un costo fisso ogni anno pari a circa 400 mila euro e comunque, con bimbi iscritti o no, sempre costa uguale alle tasche dei cittadini”.

“Dai, diamo un segno di aiuto vero alle famiglie albenganesi – è dunque l’invito all’assessore Vespo – Rivediamo le tariffe e a 250 euro di retta mensile massima e apriamo il nostro Di Ferro a tutti gli albenganesi che lavorano alle prese con i neonati”.