Ponente. Dal savonese all’imperiese, i ladri di endoscopi tornano ancora a colpire prendendo di mira gli ospedali del ponente ligure, pare in sequenza: prima il Santa Corona, poi il Santa Maria di Misericordia e ora anche il nosocomio imperiese.
L’attività di endoscopia del reparto di Gastroenterologia dell’ospedale di Imperia è momentaneamente sospesa. I casi più urgenti verranno dirottati al Borea di Sanremo: questa la conseguenza del colpo messo a segno dalla banda specializzata, ormai protagonista di una vera e propria razzia di endoscopi con pesanti ripercussioni per la sanità ligure e, soprattutto, i pazienti.
Intanto gli inquirenti sono già al lavoro per scoprire in che modo hanno agito i malviventi entrati nel reparto dopo essere passati, probabilmente, dalla scala antincendio.
Il furto sarebbe avvenuto durante la notte tra domenica e oggi. Sul posto sta operando la polizia scientifica che, purtroppo, non potrà avvalersi dei filmati delle telecamere di sorveglianza. Tuttavia queste non sono presenti per motivi di privacy.
L’attenzione degli investigatori si sta concentrando su una banda specializzata in questo genere di furti di apparecchiature mediche, tra l’altro molto costose. E’ di pochi giorni fa infatti una serie di furti simili nei nosocomi del savonese. Il primo furto è stato scoperto ad Albenga dove sono spariti quattro macchinari prelevati al primo piano del Santa Maria di Misericordia: il guardiano dell’ospedale ha dato l’allarme e poi il personale medico ha avvisato i colleghi di Pietra Ligure di quanto successo per metterli in allarme.
Quando il personale medico di Pietra Ligure è andato a controllare nel reparto Negri hanno scoperto il secondo colpo, messo a segno con le medesime modalità di quello ingauno.
In precedenza, nel dicembre del 2016, nel mirino della banda, era finito anche l’ospedale Galliera di Genova, dove erano stati rubati circa 400.000 euro di attrezzatura. Il dirigente medico della direzione sanitaria dell’ospedale genovese, Claudio Forte, all’epoca dei fatti aveva spiegato che “si tratta di bande specializzate che ciclicamente colpiscono in tutti gli ospedale del nord Italia. Forse agiscono su commissione”.




