L'ultimo saluto

Silenzio e commozione per l’addio ad Alessandro, il Vescovo: “Ora è vivo nella luce di Dio” fotogallery

Tantissime persone si sono ritrovate ad Albissola per il funerale del farmacista di 28 anni scomparso in circostanze misteriose a Santo Domingo

Albissola Marina. C’erano tantissime persone, soprattutto moltissimi giovani, questa mattina ad Albissola Marina, nella chiesa di Nostra Signora della Concordia per l’ultimo saluto ad Alessandro Grandis, il farmacista di 28 anni recentemente scomparso in circostanze misteriose a Santo Domingo.

Nonostante la chiesa fosse gremita e la commozione fortissima, tutta la funzione è stata accompagnata da un silenzio quasi surreale. A celebrare il funerale è stato il vescovo Marino, insieme a don Adolfo Macchioli, che ha puntato la sua omelia sul concetto di resurrezione.

“Le parole delle letture di oggi possono interpretare quello che i familiari di Alessandro portano nel cuore: ‘Abbiamo dimenticato il benessere, siamo rimasti lontani dalla pace’. Una morte del genere, avvolta nel mistero, non può che portarci lontani dalla pace” ha detto il vescovo.

“Elaborare una perdita così richiederà molto tempo. Eppure sento che c’è una speranza perché ‘è bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore’. Questa celebrazione deve essere silenziosa perché la vita e la morte sono un mistero, non solo la morte di Alessandro. Non dobbiamo parlare, dobbiamo ascoltare, ricordare e se riusciamo pregare” ha proseguito Monsignor Marino.

“Il salmo dice ‘io spero nel Signore e attendo la tua parola’. Nello stare in silenzio, forse, nei prossimi giorni nascerà in noi una speranza: quella di capire non tanto come è morto Alessandro, quanto il senso della morte e della vita. Quando muore una persona cara vogliamo ritrovare delle ragioni per vivere. Dobbiamo ‘attendere una parola’. Io non ho una parola mia oggi, credo che nessuno possa averla. Ma forse ne ha una il cielo, e oggi io sono qui per portarla a voi” ha aggiunto il vescovo.

“Noi pensiamo a Dio come immortale, e invece il Dio dei cristiani conosce la morte. Gesù sulla croce ha gridato a gran voce, forse come Alessandro. Ma come si diceva di Gesù ’perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto’, noi oggi crediamo che Alessandro sia qui, ma il Vangelo ci dice che forse non è proprio così. E a questa fede è appesa tutta l’avventura Cristiana. So che Alessandro aveva tanti sogni, tanti progetti, anche per gli altri: ogni frammento di luce e di bellezza che portava nel cuore non può finire in niente. Ci credo con forza: non è vero che tutto finisce in niente, tutto finisce in luce”.

“Alessandro non è qui. Comprendo che vogliate ricordare e vogliate capire, ma cercate anche di guardare avanti: non dobbiamo custodire la memoria di un morto, ma di un Alessandro vivo nella luce di Dio. Questa è la speranza che può dare respiro al nostro dolore di oggi” l’ultimo messaggio del vescovo Marino.

Anche l’uscita del feretro, portato dagli amici di Ale, dalla chiesa è stata accompagnata dal silenzio. Non c’è stato nessun applauso, ma soltanto un dolore composto e tanta commozione.

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