Regione. “La proposta del presidente Toti non sorprende. Del resto, ormai, siamo in aperta campagna elettorale, e questo è uno dei temi caldi che il centrodestra vorrà cavalcare. Evidentemente accarezzano il sogno di trasformare il posto di lavoro in un Grande Fratello”.
Così i consiglieri regionali Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) e, Francesco Battistini (Libera-Mente Liguria) a proposito della proposta del governatore ligure Giovanni Toti di sostituire il cartellino dei dipendenti regionali con il controllo delle impronte digitali.
Una proposta di istituzione di “tornello virtuale” che non convince i due consiglieri: “Premesso che abbiamo qualche perplessità circa l’utilizzo delle impronte digitali per verificare ingressi e uscite dei dipendenti, quello che resta da capire in tutto ciò è dove inizi e dove finisca la cosiddetta responsabilità dei dirigenti. Vorremmo che il presidente Toti ci spiegasse l’entità del fenomeno cui riferisce, visto che parla esplicitamente di assenteismo in Regione Liguria: quali sono i numeri? Inoltre, davvero pensa che una materia del genere possa essere disciplinata con una legge regionale?”
“Al netto della demagogia pre-elettorale, e di una certa ignoranza in materia contrattuale, ci chiediamo se questa proposta non finisca per delegittimare il ruolo dei dirigenti, considerato che tra i loro compiti prioritari c’è quello di coinvolgere i dipendenti nei processi organizzativi, condividere gli obiettivi, svolgere attività di controllo circa le presenze sul posto di lavoro. I processi di innovazione guardano con favore a momenti lavorativi al di fuori degli uffici; cosa che in molte aziende, non solo tecnologiche, sta diventando la norma. Toti, invece, batte la strada del controllo delle impronte digitali: un sistema totalmente incapace di valutare l’impegno, lo spirito di servizio e la partecipazione dei lavoratori”.
“Quindi si torna al ruolo dei dirigenti: se sono presenti, capaci e propositivi hanno anche funzione di stimolo; e rappresentano la miglior forma di contrasto verso l’assenteismo in ogni pubblico ufficio”.