Loano. “Nella nostra città possono essere ospitati al massimo 25 profughi. Le voci riguardanti l’arrivo di un totale di 50 stranieri sono del tutto prive di fondamento”. A dirlo con forza è il sindaco di Loano Luigi Pignocca, che così spazza via dal campo ogni possibile dubbio circa l’effettivo numero di “richiedenti asilo” che troveranno spazio all’interno dell’ex convento di Sant’Agostino.
Come noto, dalla scorsa settimana alcuni profughi sono ospiti presso l’ex struttura conventuale, ora passata in gestione alla Fondazione Ceis di Genova. Per il momento ad occupare il primo piano del Sant’Agostino sono solo dieci stranieri, ma il gran numero di stanze ancora libere e disponibili ha portato più di un loanese ad ipotizzare che nella cittadina rivierasca possano arrivare ancora tanti altri immigrati.
La voce ha fatto rapidamente il giro della città e in breve tempo, grazie anche al passaparola incontrollato, l’imprecisato numero di nuovi arrivi è diventato una cifra ben precisa: secondo i “bene informati”, a Loano stanno per arrivare altri 40 profughi, per un totale di 50 persone in tutto.
Viste queste voci, il primo cittadino loanese ha ritenuto opportuno intervenire in prima persona per spiegare come stiano realmente le cose.
“Ritengo doveroso comunicare alla comunità che rappresento di non condividere il sistema di assegnazione dei profughi deciso dal ministero dell’interno tramite le prefetture – specifica Pignocca – Il sindaco e i cittadini hanno il diritto di conoscere preventivamente lo status di chi ospita, cioè se si tratta di un profugo che fugge da una guerra o un perseguitato per motivi politici, razziali, religiosi e, quindi, meritevole della nostra accoglienza. Questa garanzia non è fornita dalle autorità preposte e ciò genera un senso di insicurezza nei cittadini e sfiducia nei confronti delle istituzioni. Ci troviamo di fronte a un atto di prevaricazione da parte delle istituzioni sovraordinate che, sempre più, non tengono conto del primo legittimo interesse delle comunità locali: la sicurezza”.
Venendo alla situazione nella città dei Doria, Pignocca spiega: “A Loano possono essere ospitati un massimo di 25 profughi. La notizia riguardante l’ipotetico arrivo di 50 profughi nel nostro territorio, ha contributo esclusivamente ad esacerbare gli animi e a creare allarmismo tra i cittadini”.
La cifra è confermata anche da Ceis, che spiega che l’ex convento “è pronto ad accogliere fino ad un massimo di 25 richiedenti asilo e questo è quanto ci ha richiesto la Prefettura di Savona”.
“Ci tengo a puntualizzare – ha aggiunto Pignocca – che ho chiesto precise garanzie alla fondazione Ceis affinché il soggiorno dei profughi sia vissuto da tutti in modo sereno. Ovvero: certificazioni sanitarie dei profughi, attestazioni sull’agibilità e la sicurezza della struttura, videosorveglianza nelle aree prospicienti la struttura, lavori socialmente utili per i richiedenti asilo, possibilità di uscita dalla struttura solo se accompagnati”.
Alcuni nuovi arrivi, però, ci sono effettivamente stati: “Ai dieci profughi già presenti nella struttura, nella giornata di ieri, se ne sono aggiunti altri cinque. L’eventuale sforamento della quota di profughi attribuita al comune di Loano pregiudicherebbe i rapporti tra l’amministrazione comunale e la prefettura di Savona e ci spingerebbe, inevitabilmente, ad intraprendere ogni azione legittima al fine di tutelare la comunità locale”.
Ad accogliere (e in maniera assai positiva) le precisazioni di Pignocca sono state anche e soprattutto le “Mamme Attive”, che nelle settimane precedenti l’arrivo dei profughi avevano chiesto a Comune e Ceis precise garanzie circa le modalità con cui sarebbe stata gestita l’accoglienza. Il gruppo ha chiesto all’amministrazione comunale che alla prossima riunione del “Tavolo della sicurezza” possano prendere parte anche i rappresentanti della Fondazione e che, in seguito, venga organizzato un incontro pubblico (con Comune e Ceis) per chiarire gli eventuali dubbi dei loanesi.
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