Storie di calcio

Invece del ‘tango delle capinere’, calcio fino a 82 anni… si ritira il mitico portiere Tano Zunino

Figlio di emigrati, partiti dal Sassello, verso l’Argentina, ha dato l’addio al calcio, dopo settant’anni con le scarpe bullonate

Tano Zunino

Sassello. Tante volte abbiamo raccontato storie di “gauchos”, che giocano in Liguria…

Sarà perché con l’Argentina sentiamo un forte legame… sarà perché ci piace la “garra” con cui scendono in campo… fatto sta che è sempre piacevole scrivere di chi ha attraversato l’oceano, per tornare a vivere nel paese da cui sono partiti i loro nonni… Per questo ci siamo fatti raccontare, spesso, le emozioni di Pablo Mariano Siracusa, di Gaston Federico Leveau, di Lucho Mendez e di Cesar Grabinski…

L’italo/argentino di oggi, Tano Zunino, invece, non gioca da noi…

I suoi nonni, nati nell’ 800 al Sassello, fanno parte della schiera delle migliaia di nostri emigranti, che sono andati a cercare fortuna in America, scegliendo la rotta del Sud Atlantico e l’Argentina in particolare.

Fin da ragazzino, a tredici anni, Tano ha iniziato a dare calci a un pallone di cuoio, con le stringhe… di quelli che, quando colpivi di testa, ti lasciavano il segno sulla fronte… mentre ribattere i chiodi dei tacchetti, che spuntavano dentro la suola delle scarpe, era uno dei riti del pre-partita, negli spogliatoi… calcio mitico degli anni ‘a metà novecento’… in Italia, come in Argentina…

La prima ‘camiseta’ vera, Tano Zunino, la indossa a 13 anni (nel 1949) ed è quella del Gimnasia y Esgrima di Mercedes… arrivando a giocare nella Serie C del paese gaucho e dedicandosi infine, dal 1960 in poi, al calcio amatoriale… magari con due partite nello stesso giorno.

Ebbene, la notizia sta nel fatto che Tano ha continuato a giocare fino a 82 anni, dando l’addio al calcio solo la scorsa settimana, quando i compagni di squadra lo hanno festeggiato a sorpresa, addirittura nel corso della partita, a Tenerife (Isole Canarie, Spagna), fra il suo team “Tango Football Club” ed il “Rommel Fernandez”, match che ha segnato il suo settantesimo anno di carriera.

Superfluo sottolineare il fatto che si è esibito, nonostante l’età, in interessanti parate, uscendo dalla “cancha” (terreno di gioco) fra gli applausi di compagni, avversari e spettatori, fra cui Pierluigi Collina.

Una storia che di certo lo scrittore ‘albiceleste’, Osvaldo Soriano, avrebbe narrato meglio… ma l’importante crediamo sia il raccontarle, queste storie, che danno speranza ad un calcio sempre meno passionale…

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