Savona. C’era poco più di 40 persone (42, per la precisione) provenienti da Liguria, milanese, Roma, Puglia e Modena alla seconda Assemblea Rivoluzionaria del Popolo tenutasi ieri all’Hotel San Marco di Savona e organizzata da “Noi siamo il Popolo, noi siamo lo Stato”, il movimento presentatosi all’Italia con la manifestazione svoltasi a Roma il 22 ottobre.
Nel corso dell’Assemblea Rivoluzionaria del Popolo sono stati discussi “i progetti a livello nazionale per riportare il popolo al centro del potere”. A moderare quello che a tutti gli effetti è strutturato come un convegno è stato Paolo Morrone; sono state anche presentate le rappresentanze di “rivoluzionari” da altre regioni italiane. La giornata è terminata con la raccolta delle adesioni al Coordinamento Rivoluzionario Spontaneo.
“Durante l’incontro – spiega Ned Taubl del Gruppo Antipolitico Savonese, una delle realtà che ha aderito all’iniziativa – è stato illustrato il programma del progetto tramite filmati e documenti volti ad illustrare come sarebbe una società con il popolo sovrano e senza movimenti politici al comando dello stato, con il popolo che detiene il potere politico tramite assemblee costituenti composte a livello locale da rappresentanti dei cittadini di ogni livello sociale e provenienza lavorativa. Questo permetterebbe di far fronte efficacemente alle richieste e alle problematiche della gente”.
Insomma, un governo centrale “che lavora in funzione del lavoro svolto dalle assemblee costituenti formate dai cittadini sui territori locali praticamente. Tutto il contrario di quanto accade oggi, coi cittadini che subiscono il potere di questa politica volta a servire solo i poteri forti e non la popolazione”.
L’assemblea non è stata molto partecipata, ma “i pochi intervenuti hanno posto molte domande e hanno voluto informarsi. L’intento dell’incontro, comunque, era cercare di formare l’organigramma centrale con gli ideatori di questo progetto”.
Gli organizzatori della tappa savonese vogliono ringraziare “gli ideatori dell’iniziativa, che girano per l’Italia in camper cercando di promuovere queste idee e questi valori. I partecipanti che provenivano da più lontano arrivavano dalla Puglia: hanno percorso 2.200 chilometri in meno di due giorni per cercare di trasmettere al popolo il valore della libertà e dei diritti. Tra l’altro l’incontro di ieri si è svolto nella giornata in cui è stata promulgata la Carta dei Diritti dell’Uomo (il 12 dicembre 1948), una data molto significativa per futuri di libertà e giustizia per i cittadini”.
Quello di Savona è il secondo tentativo da parte del gruppo spontaneo “Noi siamo il Popolo, noi siamo lo Stato”: il primo, avvenuto a Roma lo scorso 22 ottobre, non ha avuto il successo sperato, tanto che in un comunicato video ai “cittadini attivi, combattenti e rivoluzionari”, gli organizzatori hanno spiegato che alcune persone “hanno portato su binari morti la giusta azione rivoluzionaria, creando sfiducia e sconforto nei cuori di chi ha creduto nella libertà. La vostra partecipazione, se pur vana, ha dimostrato comunque che il Popolo Italiano è attivo, vi preghiamo di non demordere e di continuare nel vostro impegno per far sì che tutti possano sperare in una Italia migliore”.
E a questo appello ha risposto proprio Savona con l’appuntamento di ieri, praticamente a tre anni esatti di distanza dalle difficili giornate dei “forconi” in cui la città fu letteralmente paralizzata dalle migliaia di manifestanti scesi in piazza contro lo Stato. Nonostante le evidenti somiglianze nel messaggio, però, Taubl e gli altri organizzatori respingono qualsiasi accostamento con quell’esperienza: “Siamo liberi cittadini – hanno spiegato – non ci riconosciamo in nessun partito, in nessun movimento, in nessuna associazione né tantomeno nei ‘forconi’; non abbiamo leader, capi, segretari e non siamo costituiti in associazioni o altro; non siamo succubi di potentati economici o finanziari né abbiamo finanziatori a cui dovere qualcosa”.
