Regione. Protesta dei lavoratori Tim a Genova, con il corteo che stamane ha raggiunto la sede del consiglio regionale. Una delegazione è stata ricevuta dai capigruppo, che hanno ascoltato le loro proteste per l’improvvisa ed inaccettabile disdetta unilaterale dell’accordo aziendale.
Al termine dell’incontro, il consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta ad “attivarsi nei confronti della politica nazionale e regionale, anche per mezzo di un tavolo di confronto fra governo, azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni regionali, per scongiurare che, attraverso alcune scelte manageriali venga sacrificata la principale azienda italiana del settore delle telecomunicazioni”.
Nel documento si ricorda che l’azienda, che occupa 46 mila lavoratori di cui oltre 30 mila sono da sei anni in contratto di solidarietà, ha presentato un piano di riduzione dei costi di 1 miliardo e 600 milioni di euro senza prevedere un piano industriale mentre l’imminente delibera Agcom, che deve esprimersi sull’uso delle infrastrutture di rete “potrebbe originare nuovi esuberi strutturali e un decadimento della qualità delle infrastrutture”.
I consiglieri del Pd hanno votato l’ordine del giorno: “Un documento che non solo esprime solidarietà e vicinanza ai lavoratori dell’azienda di telefonia in questa difficile vertenza, ma che impegna, su nostra proposta, la giunta regionale a chiedere un tavolo nazionale aperto all’azienda, ai sindacati e alle istituzioni regionali, per affrontare la situazione di questa azienda strategica per il nostro paese, i cui costi non possono ricadere esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. Tim Spa ha presentato un piano di riduzione dei costi di 1,6 miliardi di euro, che non prevede investimenti. A trentamila dipendenti sono già stati applicati i contratti di solidarietà. Crediamo che in questa vertenza la Regione Liguria debba essere al fianco dei lavoratori”.
“Ben 3200 dipendenti sono in contratto di solidarietà da 6 anni, mentre il contratto nazionale è scaduto nel 2014 e mai rinnovato, senza contare l’azzeramento degli straordinari, il blocco agli scatti d’anzianità, la riduzione della tutela per le malattie e delle maggiorazioni per reperibilità e festivi – denunciano Alice Salvatore e Marco De Ferrari, portavoce M5S Liguria – Nonostante gli enormi sacrifici fatti dai lavoratori in questi anni, il management continua a tagliare su stipendi e servizi (fino a 1 miliardo e 600 milioni di euro), a fronte di zero investimenti, garantendo bonus milionari ai manager che hanno contribuito a portare Telecom allo stato in cui si trova oggi”.
“Si tratta – spiega Alessandro Piana, capogruppo regionale della Lega Nord – di una manovra che disdice i contratti di secondo livello, taglia i salari e riduce i diritti dei lavoratori. E’ vergognoso che si vogliano tagliare 1.6 miliardi di euro sul lavoro, ma poi si continui a pensare di dare 55 milioni ai top manager, fra premi e buone uscite, lasciando sul lastrico migliaia di famiglie.
“Piena solidarietà – prosegue – ai lavoratori che sono vittime di gravi carenze e mancanza di volontà di perseguire un sano piano aziendale. Le scelte del management di Tim sono inaccettabili ed avranno ricadute disastrose sui dipendenti. La politica del massimo ribasso per gli appalti e dei tagli del personale avrà conseguenze pesantissime anche sul territorio ligure. E’ una situazione intollerabile in cui prevale l’intenzione di procurare vantaggi e profitti a pochi per abbandonare a se stessi tanti altri. Certamente, queste scelte aziendali produrranno inoltre un peggioramento del servizio agli utenti. Pertanto, il consiglio regionale oggi ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Giunta e il presidente Giovanni Toti ad attivarsi nei confronti della politica nazionale e regionale, anche per mezzo della costituzione di un tavolo di confronto tra Governo, azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni regionali, per scongiurare che attraverso queste scelte manageriali venga sacrificata la principale azienda italiana del settore telecomunicazioni”.
