La ricostruzione

Savona, il mistero dell’acqua non potabile: vero allarme o bufala?

Abbiamo cercato di ricostruire le ultime convulse ore e le comunicazioni discordanti: ecco come è andata

L'allerta meteo a Savona

Savona. Prima l’appello: “C’è un guasto all’acquedotto, per precauzione bollite l’acqua anche se è limpida”. Poi la smentita: “E’ una bufala, allarme mai esistito”. Ed ecco che l’acqua a Savona si tinge, letteralmente, di “giallo”. Non solo per il colore che ha assunto nella serata di ieri in alcuni rubinetti di Villapiana e Lavagnola, ma anche per la domanda che sorge spontanea di fronte al “balletto” di informazioni: l’allarme era reale o no?

Abbiamo tentato di ricostruire la cronistoria di quanto accaduto: eccola qui.

ORE 19 CIRCA. Ci arrivano le prime segnalazioni su acqua torbida nei rubinetti: prima da via Cavour, quindi da corso Tardy e Benech. Un altro lettore ci avverte di aver sentito il numero verde dell’acquedotto (quello per segnalare i guasti) e sostiene di aver avuto conferma del problema “su Villapiana e Lavagnola”. Ne diamo notizia, documentata con foto, parlando di fenomeno episodico.

ORE 20.42, CI CHIAMA LA MUNICIPALE. Riceviamo una telefonata da un numero fisso, 019/853541: una donna che si qualifica come “Comando Polizia Municipale di Savona” ci chiede di diffondere attraverso la nostra diretta “live” l’appello a bollire l’acqua. Il problema, ci spiega, sarebbe da ricondurre ad “un guasto che non potrà essere riparato prima di domattina”. Il rischio in realtà è minimo, ma a scopo precauzionale preferiscono consigliare genericamente a tutti di bollirla, e ci raccomandano di specificare che il consiglio è valido anche per chi ha l’acqua limpida. In situazioni di emergenza è già capitato più volte che un’istituzione ci contatti per diffondere appelli; inoltre quanto spiegatoci coincide con le segnalazioni dei lettori. Per cui non ci troviamo nulla di strano e diramiamo l’appello alle 20.46.

ORE 22.45 CIRCA. Inizia a circolare una smentita dell’assessore Pietro Santi ad altro organo di stampa, in cui sostiene che non ci sia alcun pericolo. Lo chiamiamo immediatamente: ci conferma di aver sentito l’acquedotto e di aver avuto rassicurazioni. Il problema dell’acqua torbida sarebbe da ricondurre solamente ad un improvviso aumento di pressione nei pozzi, ma non ci sarebbe alcun rischio. Alle 23.24 diramiamo la notizia che l’allarme è rientrato.

ORE 23.27, CHIAMIAMO ALOI. Raggiungiamo al telefono il comandante della Polizia Municipale, che smentisce di aver dato ordine di contattarci. Gli raccontiamo della telefonata ricevuta e gli diamo il numero di telefono, lui nega qualsiasi comunicazione ufficiale da parte del Comando.

QUESTA MATTINA PRESTO l’assessore Maurizio Scaramuzza, intervistato da altro organo di stampa, smentisce nuovamente che il Comune o altro organo istituzionale abbia mai fatto comunicazioni simili. Si inizia a gridare alla “bufala”. Contattiamo Scaramuzza chiedendo spiegazioni e raccontando anche a lui l’episodio: gli forniamo le informazioni del caso e si impegna a verificare se l’autore della telefonata è in qualche modo riconducibile alla Polizia Municipale.

A questo punto ci rassegniamo all’idea di aver in qualche modo preso una “cantonata” (non tanto sulla notizia dell’acqua torbida, vera e documentata, quanto almeno sull’appello della Municipale) o di essere più probabilmente vittime di qualche scherzo. Ma non è finita qui.

ORE 8.21, CI CHIAMA UNA LETTRICE. Ha sentito in televisione che la notizia sarebbe una “bufala” e ci chiama indignata per spiegarci: “Ieri sera dopo avervi letto ho chiamato il numero verde dell’Acquedotto, perchè non credo a tutto quello che leggo e preferisco sempre verificare. L’incaricata che mi ha risposto mi ha confermato il problema e raccomandato di bollire l’acqua, parlando genericamente di un problema in centro a Savona”. Questa tesi conferma quanto dettoci ieri sera da più persone, che sostenevano appunto che il numero verde fornisse questa risposta alle persone che chiamavano (un lettore ad esempio ci scriveva sui social perplesso: “La municipale al telefono mi ha detto di consumarla tranquillamente se non torbida, ho chiamato l’acquedotto di Savona che invece raccomanda di farla bollire in ogni caso“).

ORE 8.32 L’AVVISO DEL FURGONE. Riceviamo una nuova telefonata da una lettrice: sostiene che un furgone, all’incirca alle 7.30, sia circolato in via Torino lanciando con un megafono l’appello a non consumare l’acqua e a bollirla. E sempre secondo la lettrice una sua amica avrebbe udito lo stesso messaggio in via Stalingrado. Chiediamo insistentemente conferme, lei si dice sicura.

NEL FRATTEMPO continuano le segnalazioni di acqua torbida, con lettori che ci chiedono che fare: “Ho letto che non c’è più pericolo ma da me l’acqua è ancora marrone – recita uno dei messaggi – io non mi fido…”

ORE 8.57 IL NUMERO VERDE SMENTISCE ANCORA. Contattiamo il numero verde della segnalazione guasti: l’incaricata ammette che ieri sera c’è stato un problema a Savona ma nega che questo abbia mai causato un pericolo per chi beveva l’acqua. E smentisce qualsiasi comunicazione o appello a bollire l’acqua: “Se ci fossero state comunicazioni simili da fare le avremmo messe sul sito ufficiale come facciamo sempre in questi casi”. Non sa nulla di un eventuale furgone con megafono.

Alla fine di questa paradossale vicenda, al di là della nostra perplessità, restano poche certezze. Certamente l’acqua, sia ieri che stamattina, da certi rubinetti usciva torbida; altrettanto certamente ieri almeno un incaricato tra quelli che rispondono al numero verde consigliava ai savonesi di bollirla. Ed altrettanto certamente, nonostante l’aspetto poco rassicurante in certi casi, l’acqua del rubinetto a Savona può essere utilizzata senza correre nessun pericolo se ora nè il Comune nè la Municipale nè l’Acquedotto ritengono ce ne siano.

Sul resto (la misteriosa telefonata, l’ipotetico furgone) non sappiamo che pensare. Uno scherzo approfittando magari della frenesia di una giornata convulsa in cui IVG, con una redazione di 5 persone, ha coperto in tempo reale (giorno e notte da ormai quasi 48 ore) tutta la provincia raccontando con testo, foto e video gli innumerevoli disastri; oppure, forse, un errore da parte di un singolo che ora evita di assumersi le proprie responsabilità. Noi non possiamo che alzare bandiera bianca e proseguire nel nostro lavoro: certo, ci piacerebbe capire bene cosa è accaduto, ma ci sono molte notizie più importanti a cui pensare…