Giudizio per direttissima

Quiliano, coltivatore di cannabis arrestato dalla guardia di finanza: “La uso come anti depressivo” fotogallery

Nei guai è finito un 50enne: in casa aveva oltre 4 mila semi di cannabis

Savona. “La uso io. Come antidepressivo”. Così si è difeso davanti al giudice Giovanni C., il 50enne di Quiliano arrestato dalla guardia di finanza di Savona per produzione e traffico di sostanze stupefacenti.

Secondo quanto accertato dalle fiamme gialle, il cinquantenne quilianese aveva creato, tra la propria casa e un terreno attiguo, tra i boschetti di Quiliano, una piccola coltivazione composta da 36 piante di cannabis. All’arrivo dei finanzieri, tra l’altro, Giovanni C. è stato sorpreso ad innaffiare le piante.

Nella sua abitazione, poco dopo, gli uomini della guardia di finanza hanno rinvenuto anche una sorta di “laboratorio” per essicare le foglie di “fumo”, 30 grammi di semi di cananbis (circa quattromila semi conservati in alcuni barattoli), 140 grammi di marijuana essiccata e altri 12 grammi della stessa sostanza conservati in un barattolo. Infine, durante la loro perquisizione gli uomini della guardia di finanza hanno ritrovato anche 5 sacchi contenenti tralci di piante di cannabis per un peso totale di 6.6 chili. Oltre allo stupefacente nell’appartamento c’erano anche lampade e varie attrezzature per rendere “sottovuoto” le confezioni dello stupefacente.

L’uomo, incensurato, è stato processato per direttissima questa mattina in tribunale a Savona. Al giudice avrebbe spiegato di coltivare lo stupefacente per uso personale e con fini “anti depressivi”. Il 50enne, difeso dall’avvocato Laura Craviotto, ha patteggiato un anno e due mesi di reclusione e 3 mila euro di multa (pena sospesa).

Come dimostra questa operazione, l’attività delle Fiamme Gialle savonesi, finalizzata alla ricerca, prevenzione e repressione della produzione e del traffico di sostanze stupefacenti, continua senza sosta attraverso il supporto del “reticolato” operativo che interessa le maggiori arterie della città, non escludendo i Comuni dell’entroterra.

L’operazione rientra in un più ampio piano di controllo economico del territorio, attuato attraverso mirati servizi di pattugliamento, al fine di pervenire ad un effettivo e sostanziale rafforzamento dell’attività preventiva, basato anche sugli input informativi dei Reparti territoriali, lungo le arterie di comunicazione della Provincia potenzialmente esposte a rischio di essere interessate da traffici illeciti di varia natura.