Regione. I gruppi di minoranza del consiglio regionale continuano ad attaccare la maggioranza del governatore Giovanni Toti sulla nuova legge per il trasporto pubblico attualmente in discussione.
Ieri i delegati sindacali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl hanno incontrato i capigruppo della Regione e l’assessore regionale ai trasporti Gianni Berrino per discutere della modifica alla legge 133 che comporta la cancellazione del bacino unico: “Occorre sospendere la modifica e andare avanti con il ricorso al consiglio di Stato aspettando eventualmente la pronuncia della corte costituzionale”, hanno detto i sindacati.
“La giunta tira dritto sul voto del disegno di legge numero 93, nonostante le più che legittime richieste di rinvio a settembre avanzate dai sindacati e da me riportate in consiglio regionale. È evidente: l’approvazione della legge non riveste carattere d’urgenza – dice il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino, in merito alla decisione della maggioranza di centrodestra di non rinviare il voto in consiglio regionale sul disegno di legge per il trasporto pubblico locale – Aprirsi ora una linea di conflitto così tragica, ma così evitabile, con lavoratori e parti sociali ci appare francamente incomprensibile”.
“In realtà si potrebbe aspettare tranquillamente ancora un paio di mesi, in attesa del decreto Madia e della sentenza della Corte Costituzionale. Se il centrodestra porterà a compimento la modifica della legge 33 sul trasporto pubblico, farà un danno doppio: colpirà sia l’occupazione sia il servizio all’utenza, buttando a mare possibili economie di scala e risparmi che sicuramente avrebbero aiutato le aziende a stare a galla in una crisi del settore così evidente”.
Ma le acque non sono calme nemmeno tra le fila della stessa minoranza. Ieri i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Giovanni Lunardon avevano chiesto all’amministrazione regionale di “attendere lo sciopero e aprire un tavolo con i sindacati per ascoltare le proposte dei lavoratori, prima di discutere la legge sul tpl”, in quanto “avviare la discussione su questa norma prima sarebbe sbagliato, oltreché alieno alla tradizione democratica di questa città. La discussione va fatta dopo un nuovo confronto con le parti sociali”.
Il consigliere de Movimento 5 Stelle Andrea Melis ribatte: “Con un goffo tentativo di ingraziarsi i lavoratori, il Partito Democratico rivendica la proposta di posticipare di una settimana la discussione sul trasporto pubblico. In realtà, la richiesta è stata posta da tutte le forze d’opposizione”.
“Siamo alla mera strumentalizzazione politica di un tema troppo delicato per farne carne da propaganda, specie da un partito che a Roma dà il via il libera alle privatizzazioni selvagge e, a livello locale, si ripulisce la coscienza fingendo di difendere le richieste dei lavoratori. Siamo alla schizofrenia più totale. Ma ormai è tardi, i cittadini e i lavoratori hanno capito il giochino e non ci credono più”.
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