Tragedia

Scontro frontale tra Vado e Bergeggi, fissati i funerali di Mauro Gaiola

Il 50enne era deceduto mercoledì a una settimana dal tragico schianto

mauro gaiola

Borgio Verezzi. Si terranno domani pomeriggio alle ore 15 i funerali di Mauro Gaiola, il 50enne di Borgio Verezzi che mercoledì 17 febbraio, mentre era in sella alla sua moto, era rimasto coinvolto in un gravissimo incidente lungo l’Aurelia Bis a Bergeggi. Gaiola, le cui condizioni erano apparse disperate fin da subito, è deceduto dopo una settimana trascorsa all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.

Il nullaosta ai funerali è arrivato ieri dalla Procura dopo che il dottor Marco Canepa ha eseguito l’autopsia. L’accertamento medico legale ha chiarito che l’uomo è morto per un trauma cranio-cervicale gravissimo.

Questa sera alle ore 19 verrà recitato il Rosario nella camera ardente del Santa Corona; domani pomeriggio alle 15 l’ultimo saluto nella Chiesa di Gesù Redentore a Borgio Verezzi. Dopo la funzione la cara salma verrà tumulata nel cimitero di Borgio. Gaiola lascia la mamma Maria, la moglie Claudia e la sorella Ivana.

L’incidente mortale era avvenuto poco prima delle 7 del mattino all’uscita della galleria che si trova nel tratto terminale della SS1, all’altezza della curva che poi si immette sull’arteria Vado-Bergeggi. Secondo quanto ricostruito, il conducente di un furgone Fiat Scudo, il 65enne G.U., aveva perso il controllo del mezzo sbandando verso sinistra: così facendo era andato a impattare contro la moto di Mauro Gaiola, che proveniva dalla direzione opposta. La moto era seguita a breve distanza da una Renault: purtroppo il suo conducente, B.M di 48 anni, non aveva fatto in tempo a frenare e così a sua volta era andato a sbattere contro la motocicletta. Gaiola, quindi, era rimasto letteralmente “preso” tra il furgone e l’auto.

Sul posto erano intervenute l’automedica del 118 e due ambulanze della croce rossa di Savona e della croce bianca di Spotorno insieme coi vigili del fuoco di Savona: Gaiola era stato immediatamente portato in codice rosso presso io nosocomio pietrese, dove era stato stabilizzato e trattato dal punto di vista ortopedico. Il quadro, però, era apparso fin da subito molto complesso: dopo una settimana il decesso del 48enne di Borgio Verezzi che lavorava come educatore presso la cooperativa “Il Gabbiano”.

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