Genova. La situazione del trasporto ferroviario per i pendolari va di male in peggio e a dare la mazzata finale è stato il nuovo orario regionale, che ha costretto molti pendolari a rivedere radicalmente gli orari di uscita dal lavoro (o dalla scuola o università) o il metodo di spostamento.
E così c’è chi esce dal lavoro, ma mezz’ora prima, perché altrimenti dovrebbe aspettare due ore in stazione. C’è anche chi fa un pezzo di strada in auto, visto che a tornare a casa proprio non ci riesce più. E quei “fortunati” che riescono a salire a bordo trascorrono decine e decine di minuti pressati l’uno contro l’altro.
“Io – spiega il nostro lettore Riccardo Notari, che ogni giorno percorre per lavoro la tratta Savona-Genova Sampierdarena – ho già scritto a Trenitalia e anche alla Regione. Come me lo hanno fatto in tanti, hanno risposto che prenderanno in considerazione la nostra situazione. La verità è però che con gli ultimi recenti accorpamenti viaggiare è diventato impossibile”.
“Alcuni miei colleghi che risiedono a Pietra Ligure escono dal lavoro mezz’ora prima, altrimenti dovrebbero aspettare due ore per il treno successivo – dice un altro lettore – Poi c’è chi non riesce più a tornare in Valbormida ed è costretto ad arrivare almeno a Savona con l’auto“.
Capita di non riuscire a salire a bordo o di rinunciarci, capita di perdere il treno e di dover aspettare a lungo. “Prima viaggiare non era certo piacevole, ma scene simili non si vedevano tutti i giorni, ora è la normalità. E io ho appena rinnovato l’abbonamento”.
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