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Cronaca

Omicidi savonesi, Roberto Nicolick ricorda il ritrovamento de “L’ignoto decapitato al Salto del lupo”

Mentre risalivano il dirupo alla ricerca di un corso d'acqua, due pescatori di fiume trovano un corpo privo di testa e nudo

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Omicidi savonesi, Roberto Nicolick ricorda il ritrovamento de “L’ignoto decapitato al Salto del lupo”
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Toirano. Continua l’excursus di Roberto Nicolick sui “cold case” savonesi, cioè sui casi di omicidio irrisolti che hanno riempito le pagine di cronaca degli ultimi decenni.

Questa volta Nicolick ricorda la storia de “L’ignoto decapitato al Salto del Lupo” rinvenuto tra Bardineto e la Val Varatella nel giugno del 1984: “Lungo la strada provinciale Toirano-Bardineto si trova il Ponte del Salto del Lupo – ricorda Nicolick – Il nome ‘Salto del Lupo’ attribuito al profondo burrone oltrepassato dal ponte sulla provinciale è dovuta ad una leggenda, secondo la quale un lupo, braccato dagli abitanti della zona che volevano mettere fine alle sue razzie di pecore, fece un balzo per oltrepassare il baratro e seminare i suoi inseguitori. Etimologia a parte il ponte ad arco, mette in collegamento l’entroterra ligure con l’alta Valle Bormida”.

“Storia possibile e credibile visto che all’epoca il lupo rappresentava una minaccia per la pastorizia nella Valle Varatella. A parte questa leggenda, molto verosimile, il burrone ha una cattiva fama, dovuta a tutti i suicidi che si sono lanciati giù dal ponte nell’orrido che è profondo circa 100 metri e che non lascia alcun scampo, inoltre il baratro è stato usato per occultarvi dei cadaveri che non si voleva venissero trovati, infatti vi sono numerose forre e cavità coperte da una vegetazione fitta ed intricata che ricopre ogni anfratto, forse l’unica forma vivente sono un branco di daini che hanno colonizzato il burrone. Nel ‘74 fu trovato un cadavere ‘smaltito dalla malavita organizzata’, in seguito identificato e nel ‘79, alcuni cercatori di funghi trovarono un corpo privo di testa con all’anulare un grosso anello, questo non venne mai identificato, su quest’ultimo cadavere circolava la voce che fosse un monsignore visto l’anello pastorale”.

C’è stato poi un caso avvenuto nei primi giorni di giugno del 1984, quando due pescatori di fiume, mentre risalivano il dirupo alla ricerca di un corso d’acqua, trovano un corpo privo di testa, nudo: “Subito di due risalirono il burrone e chiamarono i carabinieri. La testa non fu ritrovata nelle vicinanze e la perizia necroscopica stabilì che era il corpo di un uomo della età apparente fra i 45 e i 60 anni di 70 kg, sicuramente picchiato selvaggiamente prima di essere ucciso, lo attestano le numerose ecchimosi e i lividi presenti sull’addome e sul dorso, inferti con delle tecniche molto simili alle arti marziali. Dopo il pestaggio, denudato e mentre era ancora in vita decapitato alla base del collo, con uno strumento affilato, tipo mannaia o accetta ma non è da escludere un filo di acciaio molto sottile che è penetrato nel collo della vittima. Poi il cadavere era stato gettato per 80 metri giù dal burrone del Salto del lupo, dove successivamente i due pescatori sportivi, provenienti da Rivoli, stavano risalendo il burrone alla ricerca di trote e hanno trovato il corpo sulla riva di un corso d’acqua , appunto come se fosse stato gettato dal ponte sovrastante. L’esame dattiloscopico delle impronte dello sconosciuto non hanno portato ad alcun risultato perché evidentemente non erano in alcun archivio criminale. La peluria sul corpo era scura, le mani curate e le unghie erano state limate. La morte va fatta risalire a circa tre giorni prima del ritrovamento”.

“L’ignoto decapitato aveva un mezzo di sintesi, una piastra con alcuni chiodi, che teneva insieme uno dei due femori che forse un tempo era stato fratturato. I carabinieri stavano convocando numerosi ortopedici per visionare la piastra attraverso delle radiografie e risalire all’ospedale dove fu operato, le loro perizie affermano che la tipologia dell’intervento non è molto seguita in Italia e invece abbastanza usata nei protocolli chirurgici Tedeschi. Sulle braccai si possono notare anche i segni di numerose iniezioni, forse dovute a somministrazioni di calmanti o sedativi il che potrebbe fare supporre che fosse una persona sequestrata .Le ricerche del capo reciso nei boschi circostanti non hanno portato ad alcun ritrovamento, tutte le denunce di sparizioni di uomini sono state esaminate ma questa ricerca non ha dato alcun risultato. L’indagine è stata allargato all’Interpol e dalla Germania la Polizia Federale tedesca ha comunicato che un delitto con analoghe modalità fu compiuto a Coblenza dove in una piazzola autostradale ,venne trovato un corpo nudo, senza testa e senza mani”.

Purtroppo, le indagini non hanno dato alcun esito: “Anche le denunce di rapimenti o di sequestri di persona avvenute recentemente, sono state esaminate ma senza risultati. In base alle ultime risultanze parrebbe che l’uomo sia stato ucciso in un altro luogo e ivi decapitato, quindi la testa e il corpo hanno preso strade diverse allo scopo di impedire il riconoscimento. Dopo un breve periodo, non essendoci elementi nuovi alle indagini il caso si arenò e ancora oggi il corpo non ha un nome. La zona si conferma per avere un alto tasso di ritrovamenti di cadaveri, morti spesso per cause accidentali ma anche e soprattutto per cause violente”.

Luca Berto
4 Novembre 2015 alle 8:46
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