Savona. “In città ci sono 62 mila residenti e circa 30 mila elettori. Se c’è uno che deve astenersi dal fare proposte e condizionamenti sono proprio io”. Cerca di evitare la domanda, Federico Berruti. Ma senza troppa fortuna: perché ovviamente la prima persona a cui si chiede quale sia il nome del possibile candidato a sindaco di Savona per il centro-sinistra non può che essere proprio la persona che ha ricoperto quel ruolo per dieci anni e due mandati.
Il primo cittadino, comunque, tenta di glissare: “Il peggiore errore è quello di voler influenzare il futuro quando si svolge un ruolo pubblico come il mio. Io parteciperò alla discussione che si svolgerà nel Pd e nel centro-sinistra. Sosterrò, quando ci sarà, il candidato o la candidata e ‘parteciperò’ alla campagna elettorale del centro-sinistra. Ma credo di dover occuparmi soprattutto di concludere questa straordinaria avventura, questo viaggio di dieci anni e portare in porto la nave”.
Un viaggio non sempre facile e che non si concluderà finché non si vedrà terra. Dove l’aspetta un altro impegno: “Abbiamo navigato in acque assolutamente non facili e talvolta tempestose – aggiunge – Nei prossimi mesi, quindi, mi occuperò di concludere nel miglior modo possibile questo percorso e poi farò la mia parte come elettore militante di centro-sinistra per sostenere la proposta che verrà fatta per il prossimo mandato alla città”.
Al di là degli impegni personali, il nome forte per il centro-sinistra è quello dell’attuale “numero 2” di Palazzo Sisto, cioè Livio Di Tullio. La domanda pare prendere in contropiede il primo cittadino: “Con Livio c’è un rapporto che è anche di amicizia – nota ancora Berruti – Sul piano umano, quindi, gli sono vicino e se fosse lui il candidato ci sarebbe anche una condivisione di una soddisfazione. Però davvero non credo sia corretto oggi parlare di candidati. Lui ha fatto bene a dirlo qualche settimana fa che non è il momento. Consigli non gliene do. E’ un uomo di grande valore, che in questi anni ha rappresentato per me un compagno di lavoro e di vita. In ogni caso sono sicuro che lui sia un protagonista della vita di questa città“.
Dopo dieci anni di vita amministrativa in prima linea, resta ora da capire cosa Federico Berruti vorrà fare “da grande”: “Purtroppo sono già molto grande – scherza – La risposta vera è che lavorerò. Ognuno di noi ha una vocazione ma io non particolari talenti ahimè. Sono un lavoratore e lavorerò molto. Ho una mia attività professionale che mi piace e che mi impegna e sicuramente mi dedicherò a quella. La passione politica che mi accompagna fin da quando ero giovanissimo continuerà e quindi sarò un militante del Pd”.