Allo sbaraglio

A Finale il Comune fa lavorare i migranti senza dotazioni di sicurezza? fotogallery

Finale Ligure. Pantaloncini, infradito e via a lavorare. “Altro che tutte quelle scocciature previste dalla 626” (oggi D.Lgs. 81/08). Frasi ironiche, certo, ma che riflettono il pensiero di una parte di lavoratori (capita spesso, purtroppo, che abitudine e confidenza facciano “dimenticare” le norme di sicurezza) e, purtroppo, datori di lavoro (le dotazioni costano e le procedure fanno “perdere tempo”).

Fa scalpore, però, se il “datore di lavoro” è un Comune, una istituzione che, per prima, dovrebbe occuparsi di essere ligia alle regole. E’ il caso di Finale Ligure, dove un progetto prevede l’impiego di migranti in lavori socialmente utili per la comunità, come ad esempio la manutenzione delle strade. Il comunicato stampa con cui il Comune presentava l’accordo recitava: “La convenzione non comporterà oneri a carico del Comune ad eccezione dei materiali necessari alle piccole manutenzioni che saranno effettuate dai volontari”. Peccato che le persone inserite in questo progetto non vengano fornite, almeno stando alle immagini inviateci da un lettore, nemmeno delle attrezzature più basilari.

L’episodio nasce da un piccolo smottamento avvenuto ieri, causato dalla terra smossa a quanto pare da alcuni cinghiali. La piccola frana ha colpito un furgoncino da lavoro, e il proprietario ha chiamato polizia stradale e vigili del fuoco per liberare il mezzo: i pompieri, a loro volta, hanno richiesto l’intervento dei manovali del Comune per sistemare alcune transenne.

Ed il Comune ha inviato tre persone, di cui due di origine extracomunitaria, evidentemente facenti parte del progetto di inserimento (una convenzione che aveva già creato polemiche in passato). Mentre però l’operaio comunale aveva le dotazioni standard, i due stranieri si sono presentati sul posto in infradito e, in un caso, calzoncini. Un abbigliamento ben lungi dall’essere consono che ha richiamato l’attenzione di un automobilista di passaggio, un piccolo impresario edile che ha deciso di immortalare il tutto e inoltrarlo alla redazione di IVG.

“Perché noi in azienda dobbiamo munire tutti di scarpe antinfortunistiche, pena sanzioni salate, mentre il Comune può inviare queste persone ‘allo sbaraglio’?”, è la semplice domanda dell’uomo. Una domanda che rigiriamo all’amministrazione Frascherelli.

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