Economia

Fruttital, è allarme rosso: “Proroga della cassa in ritardo di 7 mesi, e i soldi non ci sono”

Albenga. Brutte notizie per i lavoratori Fruttital: la proroga della cassa integrazione straordinaria, chiesta ormai da più di sette mesi, ancora non si vede all’orizzonte. Ed il rischio, ora, è quello che non arrivi mai.

In un incontro questa mattina presso la Direzione Territoriale del Lavoro, in piazza Martiri della Libertà a Savona, i sindacati e la Rsu hanno chiesto spiegazioni sul ritardo della proroga, richiesta lo scorso 1 aprile. Il riscontro è stato amaro: non solo il ritardo accumulato è ampio, ma anche le risorse sono a rischio.

La Direzione savonese ha mostrato ai sindacati la documentazione dell’iter: da questa emerge come la richiesta da parte del ministero di una verifica ispettiva, volta a confermare i requisiti (per dare l’assenso alla proroga il 33% dei lavoratori deve essere stato ricollocato), sia arrivata a Savona solo il 23 settembre, quasi sei mesi dopo la domanda.

“A quel punto la Direzione Territoriale si è comportata correttamente – raccontano Luca Marcesini della Rsu e Cristiano Ghiglia di Cgil – effettuando le verifiche richieste in circa 20 giorni e rinviando la pratica a Roma entro fine ottobre. Da allora, però, nessuna notizia: il Ministero continua a tacere”.

Da Roma dunque nessuna risposta, ma in compenso voci preoccupanti: “A quanto ci dicono non ci sarebbero le coperture finanziarie per un altro anno di cassa integrazione straordinaria”, svelano i sindacalisti. Un’informazione che, se confermata, getterebbe nello sconforto i lavoratori Fruttital: “Ora ci ritroviamo ad aver esaurito i ratei dei fondi Filse, che dovevano sopperire a questi mesi di passaggio, e se davvero il Ministero non ha i soldi rimarremo senza reddito”, comenta amaro Marcesini.

A questo punto non resta che tentare di sensibilizzare le realtà politiche ed economiche: “Ci rivolgeremo all’Unione Industriali, chiedendo loro un parere in merito alla possibilità che davvero queste coperture finanziarie da parte dello stato non ci siano”. Uno scenario a cui, da queste parti, decine di lavoratori non vogliono nemmeno pensare.