Meteo “confuso”, estate di pioggia e settembre di sole: tutti in spiaggia, ma gli stabilimenti sono chiusi fotogallery

Riviera. “Oggi, 28 giugno, le spiagge sono finalmente piene”. Se l’articolo iniziasse così, non ci sarebbe nulla di strano. Peccato che oggi non sia più il 28 giugno, ma il 28 settembre: e vedere finalmente immagini come quelle della nostra fotogallery, tutte scattate questo pomeriggio, fa doppiamente male.

Fa male perché accade ora, quando ormai l’inverno è alle porte, gli impegni quotidiani hanno ripreso il sopravvento, e di vacanze e tintarella non si parla nemmeno più: ci sono i figli da portare a scuola, il lavoro è ripreso a pieno regime, e i costumi sono già in fondo al terzo cassetto.

E fa male perché accade solamente ora, dopo un’estate passata a guardare il cielo, nella speranza che quella nuvola fosse passeggera, che le previsioni fossero sbagliate. Che “insomma, non può piovere tutta l’estate”. Che “domani è un altro giorno”. L’estate 2014 invece aveva altri programmi: eventi all’aperto annullati a grappoli, cabine pagate per tre mesi e sfruttate per 30 giorni al massimo, maglioni mai scomparsi dall’armadio.

Forse anche per questo un 28 settembre di sole, in fondo, non è poi da buttar via: così, chiunque ha potuto, ha orgogliosamente riestratto bermuda e bikini e ha fatto un salto nel tempo, fingendo per un giorno che domani non ci sia il solito tran tran, ma che in fondo Ferragosto sia ancora lontano. Nelle immagini (scattate da turisti o riprese dalle webcam nel pomeriggio di oggi) si vedono le coste di Albissola Marina, Savona, Pietra Ligure, Loano, Alassio e Andora: spiagge piene in tutta la provincia, e più d’uno si è buttato in acqua, probabilmente per l’ultima volta in questo 2014.

Unica differenza con l’estate, gli stabilimenti balneari: dopo una stagione da buttare, hanno chiuso forse nel momento più sbagliato, quando avrebbero avuto una piccola possibilità di rendere meno tragico il passivo accumulato. Tanta gente in spiaggia, e nessuno pronto ad accoglierli: una beffa sia per i bagnanti che per i gestori dei bagni marini. Anche questo, a pensarci, fa un po’ male.