Savona. Ore 18.50, piazza Consolazione, davanti alla chiesa di Santa Rita. Un gruppo di persone occupa la piazza e via Collodi, e celebra con tamburi e canti un rito. La scena è curiosa, e per certi versi affascinante: ma intorno a loro le auto sono ferme, il traffico paralizzato, e qualche cittadino si infuria.
“Le macchine sono bloccate in mezzo alla strada – tuona un ragazzo che abita in zona – l’incrocio è bloccato e i vigili stanno a guardare. Chi mi conosce sa che io non sono per nulla razzista, e sono tollerante e aperto con tutti: ma qui stiamo toccando il fondo”.
L’accusa di alcuni residenti è quella che il gruppo abbia occupato la piazza e la via adiacente senza nessun permesso o preavviso. Di difficile comprensione anche etnia e rito: le immagini sembrano cattoliche, ma le persone paiono straniere, e la lingua dei canti pure. Qualcuno ipotizza si tratti di induisti. E poi ci sono i tamburi a destare curiosità.
L’arcano, però, è presto svelato: si tratta effettivamente di un rito cattolico, ed a celebrarlo è un gruppo di indiani della regione del Kerala, la stessa dove sono detenuti i due marò. “Era un rito nella loro lingua, e con i tamburi tipici della loro cultura – spiega Don Germano Grazzini della Parrocchia di San Paolo – nell’ambito delle celebrazioni mariane di questi giorni. Nel quartiere c’è una comunità numerosa proveniente da quella regione, che si raccoglie ormai da 3-4 anni”.
Tutto regolare, dunque: “La manifestazione era regolarmente autorizzata, tanto è vero che erano presenti sia gli agenti della municipale che il vescovo Vittorio Lupi e tre sacerdoti, incluso me – conferma il parroco – Si è trattato di un rito magari un po’ rumoroso, per via dei tamburi, ma assolutamente regolare”.
