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Albenga, tutta la maggioranza contro Ciangherotti: “Insulta e dice il falso, la sua è violenza contro le donne”

eraldo ciangherotti simona vespo

Albenga. Come prevedibile, la corda si è definitivamente strappata. Il clima politico di Albenga, da tempo infuocato, è esploso in modo violento negli ultimi giorni con la vicenda dell’anziano che viveva in spiaggia fino allo scorso giovedì. Al centro del mirino un uomo solo, Eraldo Ciangherotti, trasformatosi in pochi giorni da accusatore ad imputato.

Ricostruiamo l’intricata telenovela. Era stato proprio l’ex assessore forzista ai servizi sociali a segnalare il caso 3 settimane fa, attaccando duramente sui media la maggioranza comunale, “rea” di “bere alla Festa dell’Unità mentre un anziano malato dorme in spiaggia”. A quel punto il Comune si era mosso trovando una sistemazione lo scorso giovedì, ma Ciangherotti, con un nuovo comunicato stampa, si era attribuito il merito: questo aveva fatto andare su tutte le furie Concetta Vespo, l’attuale assessore, che aveva accusato il forzista, in sostanza, di fare del bene solo per apparire, mentre “la buona politica si fa con i fatti e in silenzio”. La replica di Ciangherotti non si era fatta attendere: “Vespo è bugiarda, inadeguata e imbrogliona”.

Un attacco violento e senza mezzi termini, che ha definitivamente convinto la maggioranza a scagliarsi a sua volta contro il consigliere di minoranza in maniera compatta, con un comunicato di fuoco, accusandolo di violenza sulle donne e di interpretare in modo “bieco” il proprio ruolo.

“Crediamo che la decisione di questa amministrazione e di tutti i consiglieri di rimanere in silenzio rispetto agli attacchi personali e non politici ricevuti da alcuni componenti della minoranza debba essere rivista – recita il testo – soprattutto per salvaguardare la dignità di questo Consiglio Comunale. Se da una parte è assolutamente lecito che la minoranza eserciti attivamente il proprio ruolo, criticando le scelte politiche e pungendo gli amministratori sulle questioni da affrontare, è altrettanto vero che finora, da parte di alcuni, questo è sfociato in semplice discredito personale che ha poco a che vedere con la politica”.

“Insultare le persone, dare del bugiardo o dell’imbroglione, insinuare il dubbio nei cittadini che l’amministrazione possa fare gli interessi di pochi e non di tutti non ha nulla a che vedere con l’esercizio di un proprio diritto – è l’accusa – ma rappresenta solo un modo bieco di interpretare il proprio ruolo. Questi comportamenti non testimoniano null’altro che il disprezzo e la poca considerazione che il consigliere Ciangherotti ha nei confronti dei consiglieri ed in particolare delle donne, bersaglio principale dei propri attacchi ed esternazioni”.

La maggioranza ingauna infatti arriva ad accusare Ciangherotti proprio di violenza sulle donne: “Non esiste solo la violenza fisica, c’è anche quella verbale, e il passaggio da quest’ultima alla prima è sicuramente breve; gli episodi di violenza contro le donne sono anche questo, e allora non basta più inorridirsi e scandalizzarsi davanti ad episodi di violenza più grave se non si combattono gli atteggiamenti che stanno a monte”.

“Essere consigliere comunale non significa trincerarsi dietro la critica per insultare, dire e costruire il falso – prosegue ancora la maggioranza – In questi mesi ci siamo trovati davanti a molti esempi di attacchi personali che non c’entrano nulla con la politica, ma forse rappresentano la normalità delle cose per chi li ha fatti. Per noi di certo descrivono solo una atteggiamento violento di un consigliere nei confronti dei suoi colleghi e delle sue colleghe donne, e come tale vogliamo pubblicamente stigmatizzarlo, pur augurandoci vivamente che cessi e che il confronto politico ritorni sulle normali basi del vivere civile”.

“In ogni caso non è mai troppo tardi per chiedere scusa”, conclude la maggioranza. Con la speranza che non sia troppo tardi anche per moderare i toni dello scontro, da parte di entrambi, e provare a riportare l’agone politico nella sede che più gli compete. In consiglio, a discutere dei problemi della città. Per il bene di tutti.