Cronaca

Savona, scarcerati i profughi arrestati per resistenza: manca l’interprete, processo rinviato

tribunale Savona

Savona. Le difficoltà con la lingua e il timore di essere separati l’uno dall’altro. Sarebbero state queste le motivazioni che ieri pomeriggio, nella struttura della cooperativa sociale “Il Faggio” di via Boselli, hanno portato tre cittadini eritrei a dare in escandescenze finendo per prendersela con i poliziotti che stavano prestando assistenza nella fase di accoglienza dei profughi. I tre stranieri, due di 30 anni e uno di 20, erano infatti appena arrivati in Italia e dovevano essere affidati alla cooperativa savonese.

Una volta arrivati al “Faggio” però gli animi si sono scaldati e i tre hanno finito per colpire gli agenti che li hanno arrestati per resistenza e lesioni (uno di loro è stato visitato in ospedale e dimesso con una prognosi di 5 giorni). Questa mattina i cittadini eritrei sono finiti a giudizio per direttissima e in aula è stato accertato che nessuno di loro parla e capisce l’italiano. Vista l’assenza di un interprete in grado di tradurre con sicurezza le parole degli imputati e di spiegare loro l’andamento dell’udienza, il processo è stato rinviato.

In aula sarebbero però emerse le cause del parapiglia che si è scatenato ieri nel locale della cooperativa: i tre eritrei, che stamattina sono apparsi spaesati e spaventati, avrebbero fatto intendere di aver temuto di essere separati. Durante l’udienza il loro arresto è stato convalidato, ma il giudice li ha scarcerati senza applicare alcuna misura cautelare. I tre sono quindi tornati in libertà ed affidati temporaneamente alla Croce Rossa.