Spotorno. Ha patteggiato una pena di due anni e dieci mesi di reclusione Andrea Saroldi, l’ex comandante dei vigili urbani di Spotorno coinvolto nell’inchiesta “Hot Velox” e sul presunto giro di mazzette legate agli appalti dei lavori di manutenzione della segnaletica stradale e il noleggio di autovelox.
Le accuse contestate a Saroldi erano concussione per costrizione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, rivelazioni del segreto d’ufficio, falso e truffa. Per lui il giudice Donatella Aschero ha disposto anche una confisca del profitto da reato, come prevede la normativa, quantificata in 11 mila euro.
L’arresto del comandante della Municipale aveva preso le mosse dalla denuncia presentata nel luglio 2013 da Germano Damonte, della cooperativa sociale “Arcadia”, che ha in appalto la gestione delle spiagge libere attrezzate e la manutenzione della segnaletica stradale per il comune di Spotorno. Saroldi, difeso dall’avvocato Tiziano Gandolfo, ha scelto appunto la via del patteggiamento.
Nell’ambito dell’inchiesta, invece, sono stati rinviati a giudizio il comandante della Municipale di Podenzana (in provincia di Massa Carrara) Claudio Ghizzoni, che avrebbe versato dei soldi allo stesso Saroldi, così come per Gabriele Ingrassia (assistito dall’avvocato Fausto Mazzitelli), l’agente della polizia municipale di Spotorno, accusavo di concorso in truffa e falso per aver accompagnato con l’auto di servizio ed in orario di lavoro il suo superiore ad “incontri privati” e per l’annullamento di una multa.
I due indagati, tramite i loro avvocati, hanno scelto di difendersi in aula con il rito ordinario, considerato che i due hanno sempre respinto le accuse a loro carico durante i precedenti interrogatori.



