Cronaca

Inchiesta Vada Sabatia: le arrestate minacciate in carcere chiedono l’isolamento. Arrivano anche le prime istanze a gip e pm

Vado L. Terminati gli interrogatori degli arrestati, dodici in tutto (nove in carcere e tre ai domiciliari), nell’ambito dell’inchiesta sui maltrattamenti alla Rsa Vada Sabatia, iniziano ad essere avanzate le prime mosse difensive da parte dei legali degli indagati. Ieri l’avvocato Giuseppe Ravinale aveva presentato per conto di Tatiana Gesela Coronel, 44 anni, ecuadoriana, un’istanza di scarcerazione al gip Fiorenza Giorgi. Oggi l’avvocato Alain Barbera, difensore di un’altra delle tre donne finite in manette, ha chiesto al pm che la sua assistita, Stellina Cirillo, venga interrogata.

La donna, alla quale vengono contestati due episodi di maltrattamenti verso i pazienti disabili del nucleo “3D” della Vada Sabatia, durante l’interrogatorio di garanzia, che era avvenuto per rogatoria davanti al gip di Genova, si era avvalsa della facoltà di non rispondere. Adesso l’operatrice potrà invece rispondere delle accuse davanti al magistrato titolare dell’inchiesta, il pm Giovanni Battista Ferro. Dopo l’audizione non è da escludere che l’avvocato Barbera scelga di presentare un’istanza di scarcerazione.

Provvedimenti simili saranno adottati con tutta probabilità anche dai difensori degli altri arrestati: Vincenzo Cirillo, Gaetano Mauro, Eugenio Lucente, Fernando Luis Arevalo Orellana, Daniel Negrea, Mohamed Benarras, Elisabetta Cerisola e i tre operatori finiti ai domiciliari Marco Cichero, Mirco Burattini e Andrei Braian Zegarra Flores.

Intanto da Genova arriva anche la notizia che le tre operatrici arrestate dalla Guardia di Finaneza, attualmente detenute nel carcere di Pontedecimo, hanno chiesto di essere messe in isolamento per le continue minacce ricevute all’interno del penitenziario dalle altre detenute. Una situazione che sarebbe diventata insostenibile per Cirillo, Cerisola e Coronel.

Nel frattempo proseguono anche gli accertamenti degli inquirenti che continuano ad indagare sulla vicenda: in particolare i finanzieri si stanno concentrando sulle eventuali omissioni da parte di chi avrebbe dovuto vigilare sul lavoro degli operatori del nucleo 3D. Inoltre le Fiamme Gialle stanno valutando le competenze delle persone impiegate per l’assistenza ai disabili che, secondo le prime verifiche, non avrebbero avuto i necessari titoli.

Al vaglio degli investigatori infine ci sono le cartelle cliniche dei pazienti della Vada Sabatia medicati all’ospedale San Paolo e sequestrate proprio in Valloria. Il timore infatti è che le lesioni curate sui disabili non fossero la conseguenza di normali cadute, ma delle violenze subite per mano degli operatori finiti in manette.