
Finale/Genova. Agg. h.13,30. Piaggio Aero ha lasciato il vertice in Confindustria. I vertici dell’azienda sono andati via uscendo da una porta secondaria. Sindacati e Rsu sono ancora riuniti intorno al tavolo.
Agg. h.12,16. Il sindacalista Maurizio Marchi è sceso tra i lavoratori per ricordare che lo sciopero sarebbe finito alle 11.30. La reazione, però, è stata accesa: “Noi rimaniamo qui, ci fermiamo tutti finché non uscite”, hanno urlato i lavoratori. Poi la decisione. “Lo sciopero si prolunga e diventa quindi da 4 a 8 ore”, ha detto Marchi prima di risalire in Confindustria. Fino a questo momento gli incontri sono stati separati, da un lato azienda e dall’altro le Rsu dei due stabilimenti e segreterie regionali.
Agg. h.11,04. Non è ancora ufficiale, ma sembra che il tavolo di confronto tra sindacati ed azienda sia destinato a risolversi con un nulla di fatto. E’ insomma muro contro muro. I lavoratori, però, in presidio sotto la sede di Confindustria non hanno intenzione di andarsene e hanno chiamato a raccolta i politici: “Dopo tante belle parole, è il momento di passare ai fatti”.
– Clima pesante questa mattina sotto la sede genovese di Confindustria pochi minuti dopo l’inizio del vertice sul piano industriale di Piaggio Aero: tensione e rabbia dei lavoratori che hanno contestato in maniera accesa la delegazione di sindacalisti di Finale Ligure, tanto che Paola Boetto della Rsu è scoppiata addirittura in lacrime. I dipendenti genovesi della Piaggio Aero, infatti, ritengono di essere più penalizzati rispetto ai colleghi di Finale.
Poco dopo, però, è scesa la delegazione sindacale genovese, che ha chiesto ai lavoratori di stare calmi, spiegando che i vertici di Piaggio Aero hanno minacciato di far saltare il tavolo in caso di disordini. La situazione, quindi, si è tranquillizzata, ma sotto la sede di Confindustria restano le forze dell’ordine in tenuta antisommossa e i lavoratori dicono: “Se il vertice dovesse saltare da qui non se ne andrà nessuno”.
La Rsu di Genova, in piena condivisione con Fim, Fiom e Uilm, mantiene sempre la stessa posizione, ovvero chiede che vengano tolti dal tavolo gli esuberi; che siano confermate dal Ministero del Lavoro le condizioni di accesso alla cassa integrazione (2 + 2); che sia confermata a Genova la presenza del sito produttivo come da accordo di programma 2008.