Savona. Non trattiene l’emozione mister Corda, che a pochi minuti dal fischio finale ha anche accusato un malore, per fortuna lieve e subito dissolto nella gioia. Il Savona Calcio che rientra in Prima Divisione è un’impresa storica che il tecnico dedica alla moglie, alle figlie e al cognato, nonché assistente, Gianni Mattu.
“Abbiamo avuto una squadra molto giovane, che si batteva con i denti. Penso che abbiamo fatto un vero e proprio miracolo calcistico: erano quarant’anni che il Savona non saliva in Prima Divisione. E’ una gioia immensa. Avevamo una carica agonistica, dopo due anni di sofferenza. Anche se quest’anno rispetto al passato avevamo una società alle spalle” afferma Corda.
“Adesso – prosegue – desidero riposare qualche giorno e godere questo momento con la mia famiglia. Sono rimasto un po’ male in questa finale di campionato, soprattutto per le critiche ingiuste che abbiamo ricevuto. C’erano persone che volevano solo destabilizzare l’ambiente. Ora mi fermo un attimo a riflettere”.
L’allenatore sardo ha ridato fiato e speranza ad una squadra che ha conosciuto la sofferenza, che si è ridotta lo stipendio per andare avanti, che ha saputo rimettere le ali dopo il fallimento societario grazie ai nuovi investitori.
“Grazie al cavalier Dellepiane la società è decollata positivamente. Era naturale che soffrissimo in certi momenti, ma non erano necessarie le polemiche. Questa squadra è stata forte. Nella mia carriera questa è l’impresa più grande. Stento ancora a crederci” dice Ninni Corda.
“Sono innamorato di questa città e di questa gente, ma si passa troppo facilmente dall’euforia alla depressione; forse è proprio per questo che il Savona non si rialzava da quarant’anni” conclude l’allenatore.



