Albisola S. Una situazione di immobilismo che non lascia ben sperare per il futuro della Fac di Albisola, la storica azienda di produzione di tazzine da caffè. A riportare l’attenzione sulla vicenda è il presidente dell’azienda, Silvia Canepa, con una nota che richiama tutti ai propri doveri.
“Sono stata positivamente colpita dalla corsa di fine anno del sindaco Orsi, con l’idea dell’azionariato popolare e dell’operazione immobiliare, che tra l’altro ricalca il progetto già da me elaborato a suo tempo – premette Canepa – Con tutta l’enfasi che ha caratterizzato la presentazione del progetto, ho sperato davvero che dopo un anno di immobilismo totale, fosse finalmente organizzato qualcosa di concreto”.
“Mi spettavo quindi che fin dai primi giorni di gennaio l’assemblea dei soci della Alfa (unico organo avente potere decisionale sugli immobili) sarebbe stata convocata con proposte concrete per dare il via al progetto in grado di salvaguardare l’occupazione di Fac. Ed invece ad oggi i soci di Alfa non sono stati ancora convocati né informati di qualsivoglia proposta, ed io stessa ne sono venuta a conoscenza esclusivamente attraverso ciò che ho letto sui giornali” denuncia Canepa.
“Mancano ormai pochi mesi al termine della cassa integrazione ed il mio timore è che il passare del tempo pregiudichi irreparabilmente il futuro dei lavoratori della Fac – dice il presidente – Fin dall’inizio della crisi di Fac ho sottolineato l’importanza di procedere spediti, pronta a qualsiasi soluzione che permettesse di non vanificare l’immane sforzo commerciale da me impostato, che ha avuto un forte impatto sul mercato con l’acquisizione di molti clienti tra cui alcuni tra i più importanti nomi della torrefazione anche internazionale, nonostante la difficile situazione del mercato e gli ‘sciacalli’, che hanno posto in essere comportamenti di concorrenza sleale”.
“Con un prestito di gran lunga inferiore al costo della cassa integrazione che è corsa fino ad oggi, o con l’investimento anche di non rilevante entità di eventuali terzi (diverse sono state le trattative intraprese, ma tutti i potenziali investitori sono stati pesantemente disincentivati a causa della grancassa mediatica negativa), i clienti Fac avrebbero ricevuto regolarmente le consegne pattuite garantendo una continuità ed uno zoccolo duro che ora è disperso presso la concorrenza, spietata,
come prevedibile, nello sfruttare esclusivamente a proprio vantaggio l’inverosimile conflitto interno fomentato”.
“Ora, nell’esclusivo interesse ed a garanzia del futuro di tutti i lavoratori della Fac, mi auguro che i soggetti interessati all’operazione sopra citata non perdano altro tempo affinché l’attuazione dello stesso possa procedere il più celermente possibile” conclude Canepa.
