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Dalla Riviera all’Australia per diventare “lifeguard”: un finalese di 24 anni insegue il suo sogno oltreoceano

Australia. Da Finale Ligure all’Australia per inseguire il sogno di diventare “lifeguard”, un bagnino, nella terra dei canguri. Sembra una storia da film e invece è quella di un ragazzo di 24 anni, Filippo Beltrame, che da tre mesi ha lasciato le spiagge savonesi per trasferirsi in quelle di Margaret River, nella zona della western Australia, con l’obiettivo di frequentare il corso e ottenere il brevetto da lifeguard. Un sogno che Filippo aveva sin da piccolo e condivideva con il suo papà, che ora non c’è più.

Il ventiquattrenne finalese ha un passato da nuotatore ad ottimi livelli (fino al 2007 ha gareggiato primeggiando nelle competizioni nazionali), ma dopo la morte del padre non è più riuscito ad entrare in vasca come faceva prima: “Da quando è scomparso non sono più riuscito ad essere me stesso in acqua per poter raggiungere il sogno della Nazionale, che ho sempre sfiorato – confida Filippo -. Così ho lasciato le gare, ma la passione per il mare che mi aveva trasmesso mio padre da quando ero piccolo non l’ho persa”.

Lasciate le piscine Filippo si è dedicato al surf e ha iniziato a girare il mondo in funzione della sua nuova passione. Nella sua testa però ha iniziato a prendere forma la pazza idea di andare in Australia per diventare un bagnino e realizzare così il sogno che condivideva con il papà: “Mi è venuto quando da bambino guardavo baywatch alla televisione e dopo che, una sera, seduto sul divano con mio padre, su Discovery Channel abbiamo visto una serie dedicata ai bagnini australiani. Da quel momento, vedendo come mio padre li ammirava e quello che facevano, ho capito che sarebbe stato il sogno della mia vita” spiega il ventiquattrenne di Finale.

“Nel maggio scorso, dopo aver smesso di lavorare nell’impresa edile di famiglia, quindi sono partito per l’Australia. I primi mesi passati qui ho lavorato, e sto continuando a farlo, nei vigneti per potermi mantere e per poter surfare. Lavoro otto ore al giorno, anche nel fine settimana e la sveglia suona alle 5.30. Ho solo una pausa di venti minuti per mangiare, ma adesso che il corso sta iniziando dovrò perdere qualche giornata di lavoro” racconta Filippo che ormai non vede l’ora di iniziare questa avventura: “Nei mesi passati, giorno dopo giorno, non vedevo l’ora che il corso iniziasse”.

L’ex nuotatore non ha ancora ottenuto il brevetto da lifeguard, ma questo lavoro sembra essergli già cucito addosso come dimostra un episodio accaduto un mese fa. “A metà luglio – racconta – stavo surfando a 400 metri da riva e c’erano onde di 4 metri. Nel tentativo di passare un onda che aveva rotto più fuori di dove eravamo noi, un pezzo della tavola mi si è rotto e sono dovuto tornare a riva a recuperarela. In quel momento ho notato che un’altra tavola stava vagando da sola tra le onde ma del surfista non c’era traccia”.

“Ho capito che qualcosa non stava andando nel verso giusto: quattro persone indicavano le rocce e lì c’era il ragazzo della tavola che ho recuperato che stava sbattendo sugli scogli. Non ci ho pensato due volte e sono andato a salvarlo. Appena l’ho riportato sulla spiaggia tutti mi hanno stretto la mano e mi hanno fatto i complimenti. Salvarlo per me è stato davvero facile e coì ho capito che per me è proprio naturale farlo. E poi da quando pratico il surf non ho mai avuto paura delle onde giganti, degli squali e di tutto quello che può esserci di brutto in mare” racconta il futuro baywatch.

Adesso l’attesa di Filippo sta per finire: dopo un “antipasto” del corso al quale ha partecipato domenica scorsa, dal 9 settembre, a Perth, inizierà quello vero e proprio. “Il corso da lifeguard in Australia prevede un esame di ammissione pratico sui 400 metri stile libero da completare sotto gli 8 minuti. I corsi teorici, invece, riguardano i danni alla colonna vertebrale e le modalità di soccorso connesse, il primo soccorso, il massaggio cardiaco, l’uso dell’ossigeno, oltre ad altri corsi pratici di manovre di salvataggio con tavole da surf, uso della radio e conoscenza del mare” spiega il finalese.

Per completare il corso c’è poi un esame pratico che prevede 800 metri di corsa sulla spiaggia, 400 metri di nuoto, poi ancora 800 metri di corsa sulla spiaggia e infine 200 metri da percorrere remando sulla tavola da surf. Un percorso che va completato in meno di 17 minuti. “Il corso durerà 10 settimane – spiega Filippo -. Finito il corso tornerò un paio di mesi in Italia per poter passare il Natale con la famiglia e surfare quelle che considero le onde più belle del mondo, le onde di casa, che con gli amici di sempre hanno un sapore speciale”.

“Poi – conclude il finalese – tornerò in Australia per poter iniziare la stagione e sentirmi finalmente un lifeguard australiano a tutti gli effetti”. In quel momento il sogno di Filippo si sarà trasformato in realtà e, non ci sono dubbi, che anche il suo papà ne sarebbe orgoglioso.