
Regione. Raffaella Della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) ha affrontato con un’interrogazione il problema delle misure di prevenzione contro la violenza di genere e sugli interventi a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza. Il consigliere ha ricordato che nel bilancio del corrente esercizio regionale (“Contributi ai Centri Antiviolenza e per iniziative di rilevanza regionale anche a carattere sperimentale”) per il sostegno ai programmi a favore delle donne sole o con minori, che sono vittime di violenza, e dei centri antiviolenza sono disponibili 130 mila euro e che il bilancio di previsione 2011 prevedeva uno stanziamento di 120 mila. Tale importo – ha spiegato – verrà suddiviso tra le Province liguri e tra i Comuni capofila delle Conferenze dei Sindaci.
Della Bianca ha chiesto, quindi, alla giunta “quali elementi abbiano determinato l’aumento di 10 mila euro tra il bilancio di previsione 2011 e quello del 2012, in cosa consistano e quali siano le “iniziative di rilevanza regionale a carattere sperimentale” e, infine, se la Giunta ritenga necessario suddividere l’importo di 130 mila euro fra Province liguri e Comuni capofila delle Conferenze dei Sindaci e non pensi, invece, sia più opportuno e meno dispendioso “unificare” tali competenze”.
Per la giunta ha risposto l’assessore alle Politiche sociali e pari opportunità Lorena Rambaudi: “Quello della violenza è un tema da affrontare con il sistema pubblico dei servizi di ogni provincia. Le statistiche comunitarie dicono, in base ad indagini sui reati commessi negli stati membri, che in Europa la violenza rappresenta la prima causa di morte delle donne nella fascia di età fra i 16 e i 50 anni. Occorrono quindi un intervento diffuso che educhi alla cultura del rispetto dei diritti e campagne di sensibilizzazione, sostegni alle vittime attraverso colloqui preliminari per individuare i bisogni, informare sugli aspetti legali del problema garantire percorsi personalizzati di aiuto alle vittime. Per questo abbiamo un centro antiviolenza e una casa rifugio a La Spezia, Imperia e Savona. Un centro e due case rifugio a Genova. Nel capoluogo abbiamo anche 3 centri di ascolto e 8 strutture di 2° livello. Altre tre strutture di secondo livello sono a Savona, due a Imperia e una alla Spezia. Da questo punto di vista l’azione della Regione è stata soprattutto di stimolo agli investimenti locali che sono stati forti, in conto capitale, per aprire le strutture e oggi sono limitati ad un piccolo contributo in parte corrente di sostegno ai servizi e ai progetti che nascono sul territorio. Siamo partiti da 39 mila euro del 2007, siamo passati a un milione nel 2008 a 490 mila nel 2009 per poi stabilizzarci fra i 130 – 120 mila negli anni scorsi. Quest’anno per il sostegno alla gestione dei centri è previsto una spesa regionale di 130 mila euro”.
La consigliera Della Bianca nella sua replica si è chiesta perché per i servizi antiviolenza non ci si serva della rete dei distretti sanitari.