Savona. La macchina dell’emergenza ha funzionato a dovere nelle ore post-naufragio: Savona ha saputo organizzarsi e accogliere i crocieristi in arrivo dall’isola del Giglio ed è riuscita a rispondere a tutte le esigenze del caso. Ma non basta.
Il prefetto di Savona, Gerardina Basilicata, insediatasi da poche ore, vuole di più: una programmazione fatta a puntino, scritta nero su bianco, di modo che ognuno sappia nello specifico quale sia il proprio compito e si adoperi in quel senso. Di qui l’idea di un protocollo di emergenza per affrontare – si spera mai – casi simili a quello che ha visto un colosso del mare come la Costa Concordia sprofondare in mare insieme a 11 sfortunati passeggeri (stando al bilancio, purtroppo momentaneo, delle vittime).
“Il naufragio è stato un evento drammatico per le conseguenze che ha avuto e, per quanto riguarda il mio ‘battesimo’ qui, formativo perché mi ha dato modo di sperimentare che gli enti competenti in materia di protezione civile sono pronti ad affrontare l’emergenza – dice il prefetto – In poche ore si è provveduto ad organizzare l’accoglienza dei naufraghi, tutto ha funzionato come doveva. Nella tragedia, anche questa è stata un’occasione per mettere alla prova i dispositivi che già ci sono e capire se è necessario approfondire misure che già sono comunque previste”.
“Ora ho in mente una serie di incontri per mettere in atto un protocollo, che definisca in modo preciso le attività da porre in essere in casi simili e le competenze dei vari enti chiamati ad operare. Insomma, un documento per poter cadenzare in maniera esatta come agire. Anche se, tengo a sottolinearlo, sabato tutto si è svolto al meglio” conclude il prefetto.









