Savona. I vigili urbani avrebbero staccato un manifestino per esaminarlo, nel corso di accertamenti sulle affissioni abusive denunciate da un privato. Questa la versione della polizia municipale sul caso segnalato ieri dai militanti de La Destra di Savona. “Gli adesivi fanno parte della sede, i cui muri sono condominiali: è un po’ come se qualcuno entrasse dentro e si mettesse a strappare le nostre bandiere” controbatte Simone Poggio, uno degli animatori della sede di partito in via Famagosta.
Ieri la scoperta di manifesti e adesivi in parte staccati e stracciati dagli stipiti dell’ingresso. Le immagini delle telecamere di controllo, installate dopo i recenti atti vandalici a danno della sede, hanno immortalato due vigili in divisa, accompagnati da un civile, davanti all’accesso del locale. Uno degli agenti inserisce la mano attraverso la saracinesca a maglie larghe. “E’ inconcepibile che questo venga fatto nel corso dell’orario di servizio da pubblici ufficiali e senza una motivazione. Per questo pensiamo si sia trattato di un gesto provocatorio” commenta Poggio.
Dietro al caso, sul quale stanno indagando carabinieri e Digos, aleggia il contenzioso che oppone un inquilino del palazzo con il circolo de La Destra per l’affissione di manifesti e adesivi. Ma per gli esponenti de La Destra “si potrebbe pensar male e collegare l’accaduto a possibili fini politici, visto che la polizia municipale è alle dipendenze del Comune di Savona che ha istituito il Comitato per la Resistenza antifascista, che polemizza contro le nostre campagne informative e sociali”.



















