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Comitato Sanitario Locale Valbormida: strenua difesa dell’ospedale cairese

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Comitato Sanitario Locale Valbormida: strenua difesa dell’ospedale cairese
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Cairo M. Attoniti e disorientati, questi gli aggettivi che possono qualificare lo stato d’animo del Comitato Sanitario Locale Valbormida.

Attoniti e sconcertati perché, non si sa più chi fa o chi è responsabile e di che cosa, di chi governa e di chi ha potere decisionale. Attoniti e frastornati perché tutti, politici senza cariche pubbliche, manager, primari, ecc … esternano, sentenziano e danno la loro ricetta per curare la sanità malata, proclamando ovviamente la loro estraneità ad interessi campanilistici, di partito, di difesa del posto di lavoro o di carriera, preoccupandosi diligentemente di screditare chi ha detto qualcosa che può ledere ad uno degli interessi al quale il sentenziante è legato.

L’ultimo della lista il Direttore Generale dell’AGENAS (Agenzia Nazionale per la Sanità) Fulvio Moirano che arriva anche lui con la sua falce e che sentenzia sui servizi sovradimensionati dell’ASL2 per una popolazione di 280mila abitanti. Questo signore, che probabilmente nonostante le sue origini savonesi non sa, non ha mai saputo, o non ricorda dov’è la Valbormida con il suo clima tutt’altro che rivierasco, risulta non curarsi o dimenticare che detta popolazione (residenti della provincia di Savona ASL 2) si triplica durante l’estate (fonte Regione Liguria; ndr), così come, malori a parte, purtroppo durante questo periodo aumentano di molto anche gli incidenti di ogni genere. Dimentica inoltre, che durante l’inverno decine di migliaia di persone di altre regioni trascorrono in riviera lunghi periodi, per beneficiare di un clima più mite.

Ma altre due considerazioni sorgono spontane: se L’Agenzia Regionale della Sanità della Liguria impiega ben 37 persone tra impiegati, funzionari e dirigenti più il Direttore Generale, (non azzardiamo stime di costi) quante persone lavoreranno nell’AGENAS?; se queste Agenzie Nazionali e Regionali (presenti in 7 Regioni Italiane: Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto e Liguria) sono così utili ed efficienti, perché in Regione Liguria, si è dovuto sottostare al controllo del consulente ministeriale?”

Attoniti e increduli perché ogni giorno compaiono notizie, proposte tabelle e numeri che cambiano in continuazione: chi parla di un ospedale cairese che godfrebbe di ottima salute e chi parla di tagli inclementi. Attoniti e arrabbiati perché pare che ben pochi ricordino che la Salute è un bene per tutti (art. 32 della nostra Costituzione). Arrabbiati ed indignati del fatto che, sempre più, la salute pubblica venga gestita con il criterio delle grandi aziende multinazionali e non; Questo reparto non è produttivo? Perché perdere tempo ad analizzare il motivo che ha portato a questa inefficienza, perché tentare di migliorarlo? Lo svuotiamo gradualmente, piano-piano, dei suoi contenuti professionali, strutturali e strumentali, cosicché sia facilmente sostenibile che non è ‘sostenibile’ sia sotto il profilo economico che di sicurezza dei pazienti (clienti), quindi, ecco servite su un piatto d’argento le motivazioni per la chiusura.

Arrabbiati e sbalorditi dell’audacia con cui sentiamo dire ‘troppe operazioni inutili’
Ammettendo e sospettando, che ahinoi, questa affermazione sia giusta; chi è che, per un problema di salute, propone al paziente una soluzione chirurgica? Non conosciamo nessuno che trovi piacere nel farsi anestetizzare, tagliare, ricucire e farsi riabilitare. Quindi ci sembra logico, domandarci perché ci sono ‘troppe operazioni inutili’?

Nonostante tutte queste deplorevoli situazioni, noi CSLV vogliamo rimanere vigili e presenti in ogni occasione che ci permetta di esprimere il nostro punto di vista.

Ricordiamo che la Valbormida è stata qualificata zona montana, disagiata e ad alto rischio ambientale e come tale, in deroga a tutte le statistiche, parametri nazionali e valutazioni sbandierate da Agenzie Regionali e Nazionali e dai loro esperti, gran direttori e consulenti ministeriali, ha ottenuto il riconoscimento di distretto sanitario con il suo ospedale con annesso pronto soccorso 24/24 e 7/7.

Nello specifico, mentre continuiamo a ricevere firme per la nostra petizione, mentre attendiamo il piano definitivo della riorganizzazione ospedaliera che possibilmente traguardi oltre il 2012, prendendo come riferimento il documento redatto e consegnato all’ASL dai sindaci e medici del nostro Distretto, con i quali abbiamo dato inizio ad una nuova stagione di confronto dialettico, esprimiamo il nostro punto di vista: non c’è dubbio che il Pronto Soccorso debba essere adeguato in risorse umane e tecnologiche; posto che il laboratorio analisi ha già dato, deve essere assicurata almeno una continuità del funzionamento attuale, specie per ciò che riguarda l’interscambio informativo tra medici analisti e medici di base; la cardiologia ha già sofferto abbastanza, è ora di integrare senza indugio il 4° cardiologo; continuiamo ad esprimere il nostro dissenso per la cancellazione degli otto posti letto di Chirurgia Generale, perché è solo questa struttura complessa, coordinata da un Direttore (Primario) che garantisce una serie di servizi come; la reperibilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7 dei vari specialisti (chirurghi, anestesisti/rianimatori, cardiologi e personale di sala operatoria). Tutto ciò per sostenere in maniera efficace un Pronto Soccorso come al punto 1.

Ben venga a suo completamento un incremento di varie specialità della Day e One Day Surgery (che già esiste); per la Medicina Generale, reparto per il quale le informazioni che ci pervengono, riportano un lento e progressivo depauperamento dei servizi, riteniamo che, al fine di garantire un adeguato mantenimento sotto controllo dei pazienti ed un servizio efficiente in tutti i suoi aspetti, questo reparto debba essere mantenuto come unità operativa complessa.

Hospice. Di fatto un’esigua parte della Medicina Generale ci pare sia già adibita a questo scopo, si tratta di vedere le effettive necessità in termine di numero di posti letto.

Riabilitazione, ferma restando l’attuale configurazione di struttura semplice dipartimentale, ma anche per questo reparto riteniamo che esistano gli stessi problemi e necessità del reparto di Medicina Generale. Oltre a queste considerazioni, troviamo assolutamente inopportuna e del tutto arbitraria la disposizione di rimuovere l’apparecchio delle ONDE D’URTO, apparecchio dotato delle più moderne tecnologie e per il quale permane una notevole lista d’attesa dovuta ad una mancanza di specialista per il suo uso. Altro caso di ottima professionalità la D.ssa Garnero (con un’ottima conoscenza dell’apparecchiatura e dei processi di cura fattibili), che si è pensato bene di togliere da Cairo.

Infine condividiamo pienamente la richiesta di riavere in loco la presenza di un Direttore Sanitario o facente funzione, ma che possa vegliare quotidianamente sulla corretta operatività dei vari reparti, nonché intessere e mantenere un costante interscambio con la medicina del territorio ossia Medici di base (di famiglia) e Pediatri di libera scelta.

Tutto ciò premesso, per decisione collegiale del CSLV, per dare tutto il nostro sostegno ai sindaci e medici impegnati in queste trattative e per mantenere chiare ed inequivocabili le nostre motivazioni, già espresse sul modulo utilizzato per la raccolta delle firme (al fine di mantenere quantomeno nello stato attuale la struttura organizzativa dell’Ospedale San Giuseppe, migliorandone in ogni caso in quantità e qualità il contenuto tecnico – professionale e ripristinando ciò che di recente è stato sottratto), assicuriamo la nostra presenza di fronte al Palazzo di Città, prima, durante e dopo l’incontro, previsto tra il Distretto n.6 delle Bormide e la Direzione dell’ASL 2, nella giornata dell’ 8 novembre 2011.

Comitato Sanitario Locale Valbormida

Redazione
10 Novembre 2011 alle 10:25
  • Cairo
  • comitato sanitario locale valbormida
  • Cairo Montenotte

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