Liguria. “Il governo spenda meglio i soldi degli italiani. I 400 milioni di euro che ha deciso di erogare anche per il 2012 a favore dell’autotrasporto, sono soldi buttati al vento. Non servono certo a risanare un settore che è profondamente malato per mancanza di regole e per prassi che impediscono alle imprese di trasporto di farsi pagare per il servizio reso, sulla base di sane dinamiche di mercato”. Trasportounito invita il governo a dirottare su settori che potrebbero meglio utilizzare tale stanziamento, come quello della sanità, fondi che comunque non finirebbero mai nelle casse delle imprese di autotrasporto, ma che, attraverso il meccanismo perverso delle tariffe, finanzierebbero in modo indiretto quella committenza industriale e no, che da anni affama l’intera filiera del trasporto su gomma.
La proposta è lanciata da Franco Pensiero, alla vigilia del confronto con il governo convocato per domani mattina e nel bel mezzo del fermo nazionale della categoria scattato alla mezzanotte scorsa e destinato a prolungarsi sino alla mezzanotte di venerdì prossimo.
“E’ l’ora di finirla – afferma Pensiero – con il facile alibi che si radica su un presunto regime di sovvenzioni e di aiuti di Stato alle imprese di autotrasporto. Così non è e non è stato. Anche negli anni passati le imprese di autotrasporto, specie quelle medie e piccole del settore, hanno raccolto solo briciole, perdendo giorno dopo giorno capacità contrattuale e vedendo i costi di gestione superare anche del 25/30% il prezzo del servizio reso sul mercato”.
Intanto Trasportounito ha incassato l’appoggio di Unimpresa, associazione che rappresenta oltre 130.000 imprese, in particolare PMI, che esprime per voce del suo Presidente, Paolo Longobardi, piena solidarietà agli autotrasportatori impegnati nel fermo di 5 giorni. “Le imprese del trasporto su gomma- afferma Longobardi – rappresentano un valore strategico del sistema Italia e la situazione di “indigenza economica” in cui sono state ridotte rappresenta un grave pericolo per la tenuta dell’intero paese”.
