Alassio, manifestazione in difesa del circolo “Arci Brixton”: “Chiediamo il diritto ad esistere…”

Alassio. “Onestamente non sono sorpreso di vedere oggi tanta gente, non avevo dubbi su una grande risposta…”. Così Renzo Peruzzo, commenta la manifestazione ancora in corso ad Alassio in difesa del circolo “Arci Brixton”, posto sotto sequestro preventivo per disturbo della quite pubblica. La protesta è iniziata da piazza Aicardi con la lettura di una missiva indirizzata a Gesù Bambino…”Riapri il locale tanto amato, che ricorda il quartiere di Londra…”. Una manifestazione colorata, a suon di musica, giocolieri e striscioni, tra questi: “Non potete sequestrare le nostre idee…”, o ancora “20 anni di storia non si cancellano…”.

Tra i rappresentanti politici presenti Jan Casella della Sinistra Alassina, il segretario provinciale di Sel Nicola Isetta, il segretario provinciale del Prc Marco Ravera e Giovanni Ragazzini del Pd alassino.

“Poniamo il diritto ad esistere, in un paese come Alassio, 400 tesserati portando avanti una attività sostenuta molto dal volontariato, senza aiuto dalle istituzioni…Vogliamo che i nostri decibel contino come quelli degli altri, chiedimo che i nostri diritti siano uguali a quelli di tutti…”. Dal punto di vista legale è pronta la richiesta da presentare al Tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro del locale.

“Vogliamo far capire ad Alassio cosa questa città perde con la chiusura del Brixton…Non c’è politica dietro, o meglio c’è ma nel senso buono del termine, perché c’è una situazione particolare che riguarda il circolo e questa è una battaglia per difendere quello che abbiamo costruito in questi anni” conclude Peruzzo.

Anche Arci Liguria in piazza a sostegno del circolo Brixton di Alassio. A parlare è il presidente regionale Walter Massa: “L’Arci è il Brixton ed il Brixton è l’Arci. E’ stato un provvedimento spropositato, non si fanno indagini per due anni sull’inquinamento acustico e adesso è arrivata la chiusura…Alassio ha ben altri problemi. Una chiusura a nostro avviso motivata non dai decibel bensì da quello che il circolo svolge a livello politico-culturale”.