Domenica 25 si celebra la Giornata Mondiale del Cuore, promossa da World Heart Foundation, Conacuore, Fic e Fondazione Italiana per il Cuore, ed allora ecco quattro mosse per tenere in salute il “motore” del nostro corpo: movimento, alimentazione corretta, niente fumo e un controllo periodico. Sono pochi ma fondamentali gli accorgimenti da adottare per mantenere il proprio cuore in salute come ricorda in occasione di questa Giornata Guidalberto Guidi, cardiologo della clinica Fornaca di Torino e medico fiduciario della Juventus F.C..
“Non si deve mai smettere di fare informazione: da qui passano messaggi importanti che non solamente possono migliorare la qualità della nostra vita, ma anche ridurre le spese mediche” ricorda il cardiologo che aggiunge: “Monitorare costantemente il nostro sistema cardiovascolare è il primo passo per intercettare quei fattori di rischio che, se trascurati, possono dare luogo ad eventi anche gravi”.
Le buone abitudini quotidiane passano da un stile di vita sano e attento ricorda lo specialista: “Parliamo di accorgimenti molto semplici che valgono per tutti: innanzitutto non fumare perché il fumo ostruisce i vasi sanguigni e questo può favorire l’insorgere di problemi alla circolazione. In secondo luogo, è necessario svolgere una moderata ma costante attività fisica: meglio attività aerobica, ovvero di resistenza, che determina un aumento di volume delle cavità cardiache”. Non certo ultima, una sana alimentazione. Spiega il cardiologo: “Il regime alimentare influisce sullo stato di salute del cuore: le buone abitudini a tavola sono un’arma comune contro tutte le patologie cardiovascolari. Quindi una dieta diversificata e ricca di frutta e verdura”.
Un controllo periodico è indispensabile, in particolare dopo i 30 anni: “Il check-up cardiologico permettere di prevenire malattie cardiovascolari molto diffuse e importanti come l’ipertensione, l’infarto e l’ictus. Parliamo di un check-up che richiede un paio d’ore e consente una valutazione molto precisa dell’anatomia del cuore, dell’aorta e dei vasi carotidei che portano il sangue al cervello, permettendo una valutazione funzionale di questi preziosi organi ed è in grado di determinare con notevole precisione lo stato di salute dell’individuo e qualora si evidenziassero anomalie, indica quale indirizzo intraprendere per prevenire un evoluzione”.
“Il check-up cardiologico prevede – spiega l’esperto – la visita specialistica cardiologica, elettrocardiogramma basale ad alta risoluzione (ECG) e il test da sforzo con monitoraggio continuo dell’attività cardiaca e dell’andamento della pressione arteriosa (Test Ergometrico). Ma anche ecocardiogramma mono-bidimensionale-doppler e color doppler (ecocardiocolordoppler). Avremo così un’immagine precisa dell’anatomia cardiaca sia per quanto riguarda la funzione del ventricolo sinistro e muscolatura, sia per quanto riguarda le valvole cardiache, la loro anatomia e funzionalità, potendone visualizzare l’apertura e la chiusura, l’eventuale insufficienza (rigurgito) o rigidità (stenosi)”.
“Fondamentale è la visualizzazione dell’aorta, della radice aortica e del primo tratto dell’aorta ascendente per escludere la presenza di aneurismi; dopo i 40 anni ai miei pazienti prescrivo anche l’ecodoppler delle carotidi (TSA): questi vasi delicati ed essenziali per il flusso sanguigno e per la circolazione cerebrale, sono rappresentativi di tutto l’albero circolatorio. Questo significa che se si evidenziano depositi di colesterolo o di calcio, cioè lesioni aterosclerotiche, è probabile che vi sia un interessamento anche di altri distretti, che andranno quindi attentamente valutati; per contro, l’assenza di lesioni aterosclerotiche a carico delle carotidi implica con elevata probabilità che tutti i territori vascolari siano sani e indenni” prosegue il dottor Guidi.